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Alla scoperta della Cirenaica con Nello Puccioni
Il diario non contiene i dati scientifici della missione, essendo opera a carattere narrativo, ma ne dà conto così come dà conto di dove e come furono raccolti: ad esempio, per le sue ricerche Puccioni compì numerose visite all’ospedale cittadino, senza tralasciare i postriboli. Luoghi di cui racconta le condizioni, aprendo un interessante spaccato sulla Cirenaica dell’epoca Si tratta quindi di una testimonianza a ben più ampio raggio, rispetto a una fredda relazione antropologica sulle caratteristiche fisiche della popolazione locale e la sua origine etnica. Puccioni si spinge infatti a considerare gli usi e i costumi della regione, sottolinea quel suo essere un luogo d’incontro di culture: arabi, ebrei, italiani, neri dell’Africa sub sahariana, osserva le città, i villaggi, i loro commerci, le aree archeologiche, scambia con il governatore Teruzzi impressioni sulla situazione militare; le pagine di Puccioni sono per il lettore di oggi altrettante nitide “cartoline” di una Cirenaica che per molti italiani era ancora sconosciuta: leggendo, scopriamo città come Bengasi, dove l’autore si aggira per l’animato mercato, “dove le vesti rosse delle sudanesi mettono una nota vivissima”.
Puccioni era molto interessato ai mercati perché luoghi dove poter acquistare oggetti locali con i quali arricchire la collezione del Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze, che ancora oggi, per suo merito, è fra le più complete in Italia. Nella sua narrazione, questo antropologo-esploratore tocca anche le vicende politiche e amministrative del governatorato italiano, fra cui la Fiera Campionaria di Tripoli, importante evento commerciale coloniale. Ma interessante, e decisamente controcorrente nell’Italia dell’epoca, è il suo approccio alla “questione razziale”: per lui, tutte le razze hanno uguale dignità, ognuna con i suoi caratteri specifici che le differenziano l’una dall’altra, ma le differenze non possono né devono dare adito a considerazioni di tipo razzista. Un pensiero che dà la misura dell’onestà e dell’umanità con cui Puccioni svolgeva il suo lavoro, senza imbrigliamenti ideologici.
A impreziosire il volume, le fotografie scattate dallo stesso autore, cui i curatori ne hanno aggiunte altre tratte da archivi privati e istituzionali.
Nello Puccioni
“Affrica all’acqua di rose”. I diari delle missioni antropologiche in Cirenaica del 1928-29
Edizioni Polistampa, 2020
pp.247, Euro 24,00