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Addio a Zygmunt Bauman
Nato nel 1925, Bauman fuggì, all’invasione tedesca del 1939, da Poznań, città natia, in Urss. Comunista, dopo la guerra diventò militante sovietico: inizialmente su posizioni ufficiali marxiste-leninste, dopo la destalinizzazione si avvicinò a Antonio Gramsci e Georg Simmel. Alla fine degli anni ’60 perse la cattedra che aveva a Varsavia ed emigrò a Tel Aviv, in Israele, prima di spostarsi definitivamente nel Regno Unito, a Leeds, dove è stato professore di sociologia (dal 1971 al 1990). La fama come socilogo arrivò nel 1980; nel 1989 vinse il premio Amalfi per la sociologia e le scienze sociali, nel 1998 ottenne il premio Theodor Adorno di Francoforte. Tra le sue opere più conosciute, Dentro la globalizzazione – le conseguenze sulle persone, La solitudine del cittadino globale, Modernità liquida, La società sotto assedio.