Lo Zibaldone - Recensioni
Trilogia della crudeltà
Dedicato a Giorgio Scerbanenco, Il cuore del carnefice, il racconto d’apertura, affonda le proprie radici nel noir più spietato. La morte della donna amata trasforma un avvocato, dalla vita apparentemente appagata, in uno spietato giustiziere. Tentori costruisce una progressiva discesa nella violenza, nella quale il confine tra giustizia e vendetta si dissolve e la vittima finisce per assumere i connotati del carnefice. Una storia di amore, perdita e ossessione, in cui la brutalità convive con una componente sentimentale tutt’altro che secondaria. Il richiamo a Scerbanenco non appare soltanto un omaggio, ma suggerisce una precisa appartenenza a quella tradizione del noir italiano nella quale il delitto diventa occasione per indagare le contraddizioni morali dell’individuo. La violenza, in questo caso, non rappresenta semplicemente l’approdo della vicenda, ma il risultato di una trasformazione interiore che conduce il protagonista a smarrire progressivamente i propri riferimenti etici.
La vendetta costituisce il fil rouge dell’intera raccolta, assumendo di volta in volta forme e significati differenti. «La macchina da presa narrativa di Antonio Tentori affonda precisa e affilata come un bisturi, nelle più profonde inquietudini dell’animo umano», scrive Alda Teodorani nella frase di lancio dedicata al volume. Una definizione che coglie uno degli aspetti più riconoscibili della scrittura dell’autore: la sua natura profondamente cinematografica, capace di tradurre in immagini situazioni, ambienti e stati d’animo.
Proprio all’universo letterario di Alda Teodorani si ricollega Ritorno al delirio, ideale prosecuzione di Giù, nel delirio, romanzo della scrittrice che ha contribuito a definire una delle espressioni più estreme e trasgressive della narrativa italiana contemporanea. Tentori ne raccoglie l’eredità, riportando sulla scena Grazia Greuter, pittrice tormentata che intraprende un percorso di vendetta contro i responsabili della morte del suo amante. Una figura nella quale convivono fragilità e ferocia, desiderio di riscatto e pulsioni distruttive. L’immagine assume qui una funzione centrale, non soltanto attraverso l’attività artistica della protagonista, ma anche come modalità di rappresentazione della violenza. Il racconto procede per situazioni di forte impatto visivo, alternando la concretezza dell’azione a suggestioni oniriche e visionarie, in un continuo sconfinamento tra noir e horror. La crudeltà diventa così una lente attraverso la quale osservare personaggi incapaci di sottrarsi alle proprie ossessioni.
Con La sospensione dell’incredulità, infine, Tentori cambia registro, avventurandosi nei territori dell’action e dell’avventuroso senza rinunciare alle suggestioni più inquietanti del cinema di genere. Ambientato nello Yucatán degli anni Ottanta, tra la giungla e le rovine di un antico tempio Maya, il romanzo intreccia le vicende di un rivoluzionario in fuga con quelle di un medico nazista impegnato in aberranti esperimenti per la creazione di una nuova razza. Un immaginario che richiama il cinema d’exploitation italiano, tra avventura esotica, suggestioni fantascientifiche e orrore, recuperando quella contaminazione di generi che ha caratterizzato una parte significativa della produzione cinematografica popolare degli anni Settanta e Ottanta. Rispetto alle altre due opere, la crudeltà assume qui una dimensione differente, legata non soltanto alle passioni individuali, ma anche alla sopraffazione e alla disumanizzazione, trovando nell’orrore scientifico una delle sue espressioni più perturbanti.
È soprattutto sul piano stilistico che Trilogia della crudeltà rivela la personalità del suo autore. Sceneggiatore che ha collaborato con registi quali Lucio Fulci, Dario Argento, Aristide Massaccesi e Bruno Mattei, Tentori porta nella narrativa un’impostazione che privilegia la costruzione delle scene, la centralità dell’azione e la forza evocativa delle immagini. La sua è una prosa dalla vocazione visiva, che tende a procedere per sequenze, con una particolare attenzione agli ambienti e ai movimenti dei personaggi. Più che affidarsi a elaborate digressioni psicologiche, l’autore lascia che siano spesso i comportamenti, le situazioni estreme e le conseguenze delle azioni a rivelare la natura dei protagonisti. Una scelta che imprime alla narrazione un ritmo vicino a quello della sceneggiatura cinematografica, favorendo immediatezza e tensione drammatica.
Non si tratta, tuttavia, di una semplice trasposizione sulla pagina dei meccanismi del cinema. Nella scrittura di Tentori convivono infatti una dimensione narrativa consapevole, attenta alla progressione degli eventi, e improvvise aperture verso l’onirico e il visionario. È proprio in questa oscillazione tra concretezza e allucinazione che si riconosce una delle caratteristiche più interessanti della raccolta. L’autore non cerca necessariamente di nobilitare il genere attraverso sovrastrutture letterarie, ma ne rivendica gli strumenti espressivi, gli eccessi e le contaminazioni. Una scelta che può talvolta privilegiare l’efficacia della situazione rispetto alla complessità dell’introspezione, ma che restituisce alla pagina quella dimensione istintiva, diretta e spettacolare propria del cinema popolare al quale Tentori deve parte della sua formazione.
Trilogia della crudeltà si configura dunque come un percorso attraverso tre differenti manifestazioni dell’orrore, accomunate da una visione disincantata dell’essere umano e dalla convinzione che la violenza possa annidarsi tanto nelle passioni più intime quanto nelle derive più mostruose della società. Ma è anche, e forse soprattutto, una dichiarazione d’amore verso un immaginario letterario e cinematografico che continua a esercitare il proprio fascino. Tentori ne recupera il linguaggio e le atmosfere senza indulgere in una nostalgia fine a sé stessa, dimostrando come il noir, il thriller e l’horror possano ancora dialogare tra loro attraverso una scrittura che trova nella contaminazione la propria cifra espressiva.
Trilogia della crudeltà
Autore: Antonio Tentori
Pagg: 312
Editore: SHATTER