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Iniziative editoriali

Scopri anche tu Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina di Carlo Frapiccini con Eleonora Marsella

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Oggi, per concludere in bellezza anche febbraio, vi vogliamo proporre una lettura che sicuramente appassionerà tutte quelle persone che si sentono attratte dai gialli misteriosi e molto introspettivi. Preparatevi, perché stiamo per regalarvi l’occasione di conoscere un libro che ricorderete per molto tempo grazie alla capacità dell’autore di fare entrare ogni istante narrato nella mente di ogni suo lettore.

Il noir si intitola Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina ed è stato pubblicato lo scorso giugno dalla Fox&Sparrows Edizioni. L’autore di quest’opera è Carlo Frapiccini che con il suo talento nell’intessere una trama capace di catturare appieno l’attenzione del suo pubblico ci accompagna in una Milano apparentemente ordinata e silenziosa, dove la ripetizione quotidiana diventa una corazza contro il vuoto interiore. Sul sentiero del gatto si apre come un giallo classico, ma presto rivela una natura più profonda: non è infatti solo un’indagine su un duplice omicidio, ma un’esplorazione inquieta della solitudine, dell’ossessione e del desiderio di riscatto emotivo.

Il protagonista, Franco Imelio, vive incastrato in una routine quasi anestetizzante: lavoro, corsa mattutina, silenzi. È proprio una deviazione minima – l’incontro con Ernesto, un gatto che sembra guidarlo – a incrinare l’equilibrio e a spalancare le porte dell’orrore. Il delitto della Maggiolina irrompe così non solo nel quartiere, ma nella psiche di un uomo che da tempo aveva smesso di sentire.

Frapiccini costruisce il racconto con una scrittura introspettiva e controllata, che alterna presente e passato, interrogatori e ricordi, fino a far emergere una relazione segreta, carica di attesa e frustrazione. L’amore per Giovanna non è mai romantizzato: è fame, dipendenza, illusione. È il tentativo disperato di riempire un’esistenza svuotata, di sentirsi finalmente visti.

Il romanzo affronta temi complessi e universali: la colpa, il lutto, l’isolamento urbano, il bisogno di controllo e la paura di essere smascherati. Milano non è solo uno sfondo, ma un organismo freddo e indifferente, specchio perfetto dell’anestesia emotiva dei suoi abitanti. Anche le figure investigative, in particolare il commissario Caneva, contribuiscono a creare una tensione psicologica costante, più morale che procedurale.

Per concludere possiamo dire che Sul sentiero del gatto è un noir esistenziale dove il vero mistero non è soltanto chi abbia ucciso, ma quanto possiamo conoscere davvero noi stessi quando le nostre certezze crollano. Un romanzo che inquieta, coinvolge e lascia addosso una sensazione persistente, come un odore che riaffiora nei ricordi.

Quest’opera merita un bel 5 nella nostra scala di valutazione e se volete potete constatare voi stessi la qualità di questa lettura acquistando la vostra copia. Lo potete trovare a questo link: https://amzn.to/4cDmrac

 

Per conoscere meglio Carlo Frapiccini e il suo noir vi lasciamo la breve intervista che Eleonora Marsella gli ha fatto. Attraverso le risposte che gentilmente ha fornito scoprirete ancora meglio quanto è intrigante e ben strutturato il suo libro.

 

Il libro di cui stiamo parlando non è solo un giallo, è un viaggio introspettivo e molto ben costruito. Come ti è venuta questa idea?

L’idea è nata dal desiderio di raccontare un mistero che non fosse soltanto esterno, ma soprattutto interiore. Volevo seguire un personaggio che, indagando sugli altri, finisce inevitabilmente per indagare su sé stesso: sulle sue mancanze, sulle sue paure, sul peso dei ricordi. La Maggiolina, con le sue strade silenziose e le sue ville che sembrano custodire segreti, mi è sembrata il luogo perfetto per intrecciare queste due dimensioni — quella narrativa e quella emotiva.
Il giallo è la struttura; l’introspezione è la parte viva del romanzo.

 

A volte capita che gli scrittori di gialli si facciano ispirare da qualche fatto di cronaca realmente accaduto. Questa teoria vale anche per la realizzazione del tuo noir?

Non c’è un caso di cronaca specifico da cui ho tratto ispirazione, ma la realtà filtra sempre, in modo più sottile.
Mi hanno influenzato alcune atmosfere, certe notizie che restano sullo sfondo, ma soprattutto il modo in cui la cronaca nera spesso rivela ciò che le persone nascondono: fragilità, verità taciute, legami spezzati.
Nel libro ho voluto esplorare più il “non detto” che il fatto di sangue in sé.
Il noir diventa così uno strumento per raccontare la complessità dei rapporti umani. Per questo dico spesso che più la cronaca nera, sono state le emozioni che io ho provato, a ispirarmi.

 

Se dovessi descrivere con tre parole il tuo libro quali sceglieresti e perché?

Intimo – perché il mistero nasce dalla vita emotiva dei personaggi, non da un artificio esterno.
Silenzioso – perché molte verità si muovono tra sguardi, omissioni e ricordi che non fanno rumore.
Umano – perché al centro ci sono persone che sbagliano, amano, perdono, cercano un equilibrio possibile.

 

Cosa diresti a un lettore che si sta preparando a leggere questa tua opera?

Gli direi di non aspettarsi solo un’indagine, ma un viaggio nelle pieghe della memoria e dei rapporti affettivi.
Di lasciarsi guidare dalla voce del protagonista, dai suoi dubbi e dalle sue scoperte, perché il mistero non riguarda soltanto ciò che accade fuori, ma anche ciò che ognuno di noi porta dentro.
E gli direi di prendersi il tempo di ascoltare i silenzi del romanzo: spesso parlano più delle parole.

 

Concludiamo ringraziando Carlo per il suo prezioso tempo e per le interessanti risposte che ha dato a questa intervista. Siamo sicuri che le sue parole avranno saputo catturale l’attenzione di molti di voi!

Vi ricordiamo che se sceglierete di acquistare il libro attraverso il link che abbiamo lasciato potrete lasciare la vostra personale recensione. Il vostro parere è sempre prezioso per gli autori e siamo certi che anche Frapiccini sarà curioso di conoscere le vostre opinioni.

Noi vi salutiamo e vi auguriamo come sempre buonissime letture.

(Nadia Boioni)

 

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