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RADIOGRAFIA DI UN MISTERO IRRISOLTO
di Andrea Coco
Vittorio Vallarino Gancia, figlio del proprietario della celebre casa vinicola piemontese, viene sequestrato la mattina del 4 giugno 1975 dalle Brigate Rosse, organizzazione terroristica che con i soldi del riscatto vuole finanziare la lotta armata.
Ma il giorno dopo l’imprenditore viene liberato incolume dai Carabinieri che irrompono nella cascina, situata vicino ad Acqui Terme dove viene tenuto nascosto. Nel corso dell’operazione cadono due persone: l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso e la terrorista Margherita Cagol, la brigatista che fondò le BR insieme a Renato Curcio.
Una brillante operazione portata a termini in tempi molto rapidi che, però, ha catturato l’attenzione di Simona Folegnani, giornalista laureata in Scienze giuridiche e Giurisprudenza e Berardo Lupacchini, giornalista impegnato in ricerche e indagini investigative e collaboratore del Messaggero, che a distanza di quasi cinquant’anni da quell’episodio cercano di fare luce su uno dei misteri più oscuri del terrorismo rosso.
Il risultato è il testo “Radiografia di un mistero irrisolto. Le Brigate Rosse (e lo Stato) nel sequestro Gancia”, libro con prefazione di Federico Fornaro, Segretario della Commissione d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro.
Un libro dove gli autori si chiedono perché il nome di un indiziato prevalga su tutti gli altri, mentre un altro terrorista non è stato mai identificato, danno voce a documenti mai pubblicati e introducono nuovi elementi in grado di far luce su un episodio importante nella storia delle Brigate Rosse.
Un tentativo di chiarire il mistero che avvolge una delle pagine più oscure dei cosiddetti “anni di piombo”, quando in quella tragica giornata rimase gravemente ferito il tenente Umberto Rocca e perse la vita l’appuntato dei Carabinieri, Giovanni D’Alfonso, uno dei primissimi caduti nella lunga guerra combattuta dall’Arma e dalle forze dell’ordine contro il terrorismo, una morte che non ha mai avuto giustizia.
Per questo motivo, nel 2021, il figlio di D’Alfonso, Bruno, ha presentato un’istanza per la riapertura del caso, richiesta che è stata accolta e, dunque, spetterà alla magistratura individuare gli eventuali responsabili, ammesso che ci riesca dopo così tanti anni.
Nel frattempo, il lavoro di inchiesta giornalistica come quello di Simona Folegnani e Berardo Lupacchini aiuterà a non far cadere nell’oblio il clima politico dei primi anni ‘70, con l’obiettivo di mettere in evidenza le molte contraddizioni e dissipare i tanti dubbi legati al conflitto a fuoco della cascina Spiotta, ad Arzello di Melazzo, il 5 giugno 1975.
SIMONA FOLEGNANI E BERARDO LUPACCHINI
Radiografia di un mistero irrisolto
Le Brigate Rosse (e lo Stato) nel sequestro Gancia
prefazione di Federico Fornaro
Bibliotheka Edizioni, 2023
- 400, euro 18
edizione ebook a 4,99