Lo Zibaldone - Recensioni

Non si può morire sempre

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Murmù è un giovane editore di Montespertoli, borgo fiorentino a me caro situato in Val d’Elsa, torre di avvistamento medievale, in mezzo a colli verdeggianti e panorami stupendi. Obiettivo editoriale (si legge nel sito): catturare emozioni e diffonderle tra i pubblico dei lettori di romanzi grafici. Murmù deriva da murmur, termine medico inglese che significa soffio al cuore, ma anche mormorare, sussurrare, emettere un suono basso indistinto (to murmur). Murmù pubblica storie intime, come Vedo ombre e Non si può morire sempre di Diego Gabriele, Cespo di Luxor, Nubivago di Andrea Neri. Diego Gabriele è nato nel 1981, fondatore di fanzine, disegnatore, insegnante, pittore, infine editore, autore di storie intense e coinvolgenti come l’originale incontro d’amore narrato in Non si può morire sempre. Violetta è la costante narrativa di Gabriele, disegnata per la prima volta nel 2003, durante lunghe giornate passate a lavorare come commesso da Blockbuster. Schizzi che sono alla base di un fumetto come Uccidimi ancora, la storia di una ragazza che ogni sera muore di morte violenta. Da quella storia – mai ultimata – scaturiscono dei quadri, tavole pittoriche a tema, che raccontano la vita del loro autore, un periodo abbastanza nero, durante il quale ogni giorno Gabriele si sentiva sempre più morire dentro, tra insoddisfazione, lavoro precario, ambizioni che stentano a decollare. Non si può morire sempre nasce dalla vecchia esperienza pittorica, con un disegno nuovo, psichedelico, per mettere in scena una Violetta che non deve più morire ogni sera di morte violenta. Adesso non è più il momento di scrivere e disegnare una storia splatter, abbiamo una Violetta in cerca della persona giusta, che vorrebbe innamorarsi anche se non è facile incontrare la persona giusta. Bellissima la dedica: “A tutti gli Io-te che siamo detti”. Tecnica di disegno a base di chiaroscuri, sottofondo blu, di tanto in tanto appare il verde, uso costante del bianco per i volti e del rosa per le nuvolette con i dialoghi, splash-page stile Marvel in apertura e chiusura, quindi suddivisione in quattro-cinque vignette per pagina, mai costante e monotona, per niente ripetitiva. Il disegno è grottesco, stilizzato, dal tratto fantastico e l scenografia spoglia riporta a un’ambientazione atemporale. Sette capitoli che raccontano un innamoramento, citando persino Murakami (come potrebbe non piacermi?) e rappresentando il possibile amore maschile come una lucertola. Da leggere.

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