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Neri Pozza: un’avventura che dura da ottanta anni

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Quest’anno la Casa Editrice Neri Pozza compie ottant’anni. Nel 1946, anno di grandi speranze per l’Italia dopo un lungo e sanguinoso conflitto mondiale e vent’anni di dittatura fascista e anni di occupazione nazista e di guerra civile, Neri Pozza dà vita alla Casa omonima fortemente improntata della personalità del fondatore

di Cesira Fenu

Neri Pozza (Vicenza 1912 – ivi 1988), definito da molti scrittori burbero benefico per il piglio deciso e intransigente, aveva alle sue spalle una storia di antifascismo e impegno nella Resistenza che lo portò al carcere due volte nel 1944 e 1945. Aveva già fondato nel 1938 la casa editrice dell’Asino volante e successivamente Il fenicottero. Poeta, scrittore, scultore, artista, aveva appreso dal padre scultore l’arte cui si dedicherà in parallelo con l’attività di editore per tutta la vita.

Già durante il periodo in carcere mostrò una fortissima attenzione per la cultura, la letteratura e in particolare la Poesia. Ne La prigione trattò dell’esperienza resistenziale.

Militante del Partito Repubblicano si impegnò nel Consiglio comunale di Vicenza, Città ispiratrice delle opere e del sentire di Neri Pozza.

Fin dall’inizio dell’attività la Casa editrice accoglie importantissime voci della letteratura e cultura italiana: Benedetto Croce, Montale, Cardarelli, Sbarbaro, Carlo Emilio Gadda, Dino Buzzati, Mario Luzi e il giovanissimo Goffredo Parise del quale pubblicherà Il ragazzo morto e le Comete.

Primo titolo: Paludi di André Gide.

Importantissimo e rivelatore del carattere e della personalità il carteggio tra l’editore e i suoi autori.

Neri Pozza editò fin dagli inizi volumi di pregio di classici in copie numerate e in veste raffinata. In ciò si riflette la vis artistica dell’editore.

Una storia lunghissima quella della Casa editrice vicentina che oggi pubblica narrativa contemporanea anche internazionale, classici, saggistica.

In ultimo ha ottenuto riconoscimenti con il Premio Strega per Due vite di Emanuele Trevi nel 2021 e per Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco Il Campiello 2025.

 

Chiediamo alla Vice Direttrice Sabine Schultz cosa significa questo traguardo che è anche una ripartenza con nuove energie, nuovi spunti e risultati.

 

Quando un autore o un’autrice della casa editrice vince un premio importante, come in questi due casi, più che una ripartenza credo che sia una vera e propria conferma: la conferma di aver fatto le scelte giuste, di aver curato bene i libri e di aver accompagnato gli autori o le autrici nel meritato riconoscimento.

Quest’anno le nostre autrici e i nostri autori di premi ne hanno vinti diversi e ogni premio ha la sua storia e la sua importanza, ma nell’insieme testimoniano la crescita della narrativa italiana pubblicata da Neri Pozza in questi ultimi anni, che, peraltro, continuerà.

 

Quanto pesa a quasi quaranta anni dalla scomparsa, la forte personalità del fondatore?

 

L’impronta di Neri Pozza è ancora ben presente nell’identità della casa editrice: nell’attenzione alla qualità, alla cura del lavoro redazionale e nella centralità delle scelte editoriali. Era un editore audace e risoluto, che non seguiva le mode ma scommetteva su autori e libri destinati a durare, convinto che la letteratura fosse una forma di pensiero capace di interpretare il proprio tempo. Allo stesso tempo, non possiamo restare ancorati al passato. Il mercato è cambiato, come sono cambiate le persone e le dinamiche del lavoro editoriale. Il nostro compito oggi è tenere viva quella eredità di valori, adattandola al presente e continuando a fare scelte che guardino oltre la moda del momento e diano ai libri una prospettiva di lungo periodo.

 

 

Come controbattere l’agguerrita concorrenza dei grandi gruppi editoriali?

 

I grandi gruppi editoriali investono spesso somme ingenti in mode talvolta passeggere. Noi cerchiamo di contrastare questa logica con un impegno e una passione che siamo convinti possano lasciare un segno più duraturo nel tempo. Scopriamo nuovi scrittori, li accompagniamo nella crescita, ci prendiamo cura del loro lavoro passo dopo passo. Poi li portiamo nel mondo dei lettori. I lettori, a loro volta, ricambiano questo impegno scegliendo, acquistando e amando le scrittrici e gli scrittori che proponiamo; spesso da questo percorso nascono anche candidature e riconoscimenti nei principali premi letterari. Oltre quelli citati prima, mi viene in mente il Premio Strega Europeo vinto da Neige Sinno con il suo Triste Tigre.

Questa attenzione è molto apprezzata anche dai nostri autori, che nel corso degli anni ci hanno dimostrato una grande fedeltà: basti pensare a Tracy Chevalier, Barbara Kingsolver, David Nicholls, Gregory David Roberts, solo per citarne alcuni.

In un contesto in cui i grandi gruppi si fondono in conglomerati sempre più ampi, molti scrittori hanno la sensazione che trovare una casa editrice richieda una mentalità estremamente specifica, talvolta quasi aziendale.  Le case editrici indipendenti dimostrano invece che esiste un’altra strada: per esempio attraverso concorsi e progetti dedicati — come il Premio Letterario Neri Pozza — offriamo uno spazio alternativo, rendendo la pubblicazione accessibile a voci originali e fuori dagli schemi. Il nostro compito è anche quello di scoprire e coltivare nuovi talenti, assumendoci quei rischi che i grandi gruppi, più orientati alle mode del momento, tendono a evitare.

Avete un Catalogo variegato con offerte di pregio e la collaborazione di Giorgio Agamben e Pier Luigi Vercesi.

Qual è il vostro lettoretipo e quali le prossime uscite in occasione degli ottant’anni?

 

Sì, è vero, il catalogo Neri Pozza ha tante anime e pertanto anche diversi tipi di lettori. In generale direi che il lettore Neri Pozza è curioso e attento alla qualità: cerca libri ben curati, traduzioni accurate e storie che stimolino riflessione e introspezione. Ama la narrativa e la saggistica di spessore e non si accontenta delle mode passeggere. Sa apprezzare tanto i grandi autori consolidati quanto nuove voci originali e fuori dagli schemi. Molti dei nostri lettori seguono la casa editrice nel tempo, riconoscendo coerenza e serietà nelle scelte editoriali, e negli ultimi anni si sono mostrati sempre più interessati anche alla narrativa italiana contemporanea, trovando nei titoli di Neri Pozza una guida sicura per letture durature e significative.

 

Quest’anno la casa editrice celebra il proprio ottantesimo anniversario con un progetto che guarda al futuro partendo dai libri, dagli autori e dalle autrici che ne hanno segnato la storia più recente, da Romain Gary ad Abraham Verghese. Ma ci saranno anche moltissime nuove uscite importanti. Impossibile citare tutto, ma nella narrativa italiana vediamo il ritorno di Paola Barbato, Francesca Diotallevi, Marta La Malfa, Romana Petri, Carla Maria Russo e Katia Tenti e siamo felici che Alessandra Carati entra a far parte del catalogo, così come la giovane Açelya Yönaç. Nella straniera ci saranno novità di autori affermati come Elizabeth Day, Ayelet Gundar-Goshen, Lisa Jewell, Michael McDowell e Pierre Martin – con una nuova serie di crime. Nella narrativa straniera proponiamo alcuni titoli che sono stati dei veri e propri casi editoriali nei propri paesi: L’inverno della levatrice di Ariel Lawhon, La penisola delle case vuote dello spagnolo David Uclés, Il mio vero nome è Elisabeth della francese Adèle Yon e Buckeye di Patrick Ryan. Nella saggistica italiana opere di Goffredo Buccini, Vittorio Zincone, Giuseppe Culicchia e Giorgio Ferrari. E infine due saggi stranieri a cui teniamo moltissimo: Io e la lepre di Chloe Dalton e Noi siamo mare di Helen Scales.

 

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