“Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male. Come diventare un creativo multifunzionale” è il primo libro di Max Nardari, che è regista, cantautore, sceneggiatore, produttore cinematografico e ora anche scrittore. È un’opera che ha il suo nucleo nell’autobiografia: l’autore, infatti, utilizza il suo vissuto personale e artistico per aiutare i lettori, e in particolare le persone creative, a sviluppare in pieno i propri talenti e a dedicarsi ai propri obiettivi con grinta e ottimismo. Il discorso di Max Nardari ruota intorno all’idea che non è giusto pensare che non si possano portare avanti più progetti e gestirli anche in modo adeguato; egli è riuscito a dividersi in più campi artistici, e vuole indirizzare chi è interessato a poter raggiungere gli stessi traguardi. Ci racconta quindi il suo percorso per farci riflettere su quello che abbiamo lasciato indietro per paura di non farcela, magari senza neanche provarci – «Ho sentito fortemente il bisogno di scrivere questo libro, per condividere la mia esperienza da creativo multifunzionale con gli altri, per incoraggiare e dare luce alle persone che sono state travolte dall’oscurità di questo periodo storico». L’opera si apre con due prefazioni interessanti: la prima è di Roberto Re, leader indiscusso in Italia della crescita personale, che condivide con Nardari l’idea di poter impiegare la propria energia in più progetti, se si riescono a scardinare quei limiti che spesso ci auto imponiamo; la seconda è di Daniela Poggi, nota attrice che ha collaborato ad alcuni progetti cinematografici dell’autore e ha compreso la sua urgenza creativa, che è poi urgenza di tirare fuori il massimo, ogni giorno. Per l’autore vivere vuole dire scegliere e osare – «Siamo noi stessi a determinare la nostra vita!»; ciascuno di noi, infatti, possiede doti che aspettano solo di essere liberate. Questa sua apertura al mondo e al possibile (che a volte sfiora l’impossibile) gli è stata trasmessa grazie alla sua adesione alla filosofia buddista: sono infatti venticinque anni che pratica con costanza e che si rende conto, giorno dopo giorno, che la vera vittoria non sta nel raggiungere l’obiettivo prefissato ma sta nel non arrendersi mai, nel saper reinventarsi e nel riuscire a dare sempre un senso a ciò che si fa. Grazie a questa sua importante testimonianza noi lettori ci sentiamo spronati a darci un’occasione di migliorarci, di scegliere davvero cosa sia giusto per noi, di iniziare a lottare per essere felici e per maturare creativamente, umanamente e spiritualmente.