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Leggere rende felici
Presentati a BookCity Milano i risultati della ricerca sul rapporto tra lettura e felicità promossa da GeMS – Gruppo editoriale Mauri Spagnol
Lo studio, che ha come universo di riferimento la popolazione italiana dai 14 anni compresi in su, si articola in quattro fasi: analisi della letteratura, indagine estensiva, ricerca qualitativa ed esperimento sul campo. I risultati mostrano che la lettura è una delle pratiche più rigenerative dell’esperienza umana. Chi legge vive meglio e mostra livelli più alti di felicità, fiducia nel futuro, resilienza, concentrazione ed empatia. In tutte le dimensioni esplorate – cognitiva, affettiva e relazionale – i lettori si percepiscono più vicini alla “migliore vita possibile”. Tra tutte le attività del tempo libero, la lettura è l’unica, insieme allo sport, a non avere alcuna associazione negativa con il benessere: è una pratica protettiva e universale, che fa bene sempre, a tutti, e moltiplica il valore del tempo libero. I lettori italiani leggono in media 79 minuti al giorno, ma anche chi legge poco ne ricava un effetto di appagamento e consapevolezza che si estende a tutte le altre attività quotidiane.
Un dato interessante riguarda il rapporto delle giovani generazioni con la lettura: leggere è tornato di tendenza soprattutto tra i giovani con età compresa tra i 15 e i 24 anni. E la scintilla nasce proprio in famiglia, dove l’incoraggiamento a leggere da parte dei genitori incide più dell’esempio diretto, con un effetto positivo che pesa fino al 25% in più.
L’indagine ha inoltre approfondito il ruolo della lettura nel contribuire alla riduzione del divario di genere: se in generale gli uomini si dichiarano più felici delle donne e le donne più empatiche degli uomini, lo scenario cambia quando si aggiunge la variabile della lettura, che per le donne è una leva di empowerment e resilienza, mentre per gli uomini un esercizio di ascolto ed empatia. In particolare, la ricerca evidenzia che leggere i romanzi fa bene alle relazioni: la preferenza per i romanzi, di qualunque genere, mostra correlazioni significative proprio con l’empatia e la capacità di ascolto.
“Siamo tutti lettori appassionati di libri – ha dichiarato Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato di GeMS – e diamo l’anima per i nostri autori. Passiamo la maggior parte del nostro tempo a occuparci dei loro libri ed è motivo di grandissima soddisfazione scoprire lo straordinario potere salvifico della lettura in un mondo che sembra travolto dagli schermi e dagli slogan. Ci dà ancora più energia per continuare a cercare di dare il meglio per i lettori, consapevoli di essere dalla parte giusta del presente, noi e la comunità del libro che ogni anno si raccoglie attorno a BookCity”.
“Cercavamo la relazione fra la lettura di libri e la felicità individuale – ha evidenziato Michela Addis, professoressa ordinaria di Management/Marketing e direttrice del Centro di Studi su Mercati e Relazioni Industriali – Cesmer presso l’Università Roma Tre – ma abbiamo scoperto un universo più ampio. La lettura rigenera il modo in cui pensiamo, ciò che proviamo e come stiamo insieme agli altri. È un’esperienza trasformativa che arricchisce la vita quotidiana, riduce il divario tra uomini e donne e restituisce ai giovani senso e identità”.
“In un’epoca in cui tutti corrono – ha sottolineato l’autore e booktoker Victor Diamandis – chi legge rallenta. E in quel rallentare trova un potere raro: il lusso di pensare, di sognare, di non appartenere a nessuno”.
“Leggere – ha concluso la moderatrice dell’incontro Agnese Pini, direttrice responsabile delle testate QN – Il Resto del Carlino – La Nazione – Il Giorno – significa allenarsi alla sensibilità, alla lentezza, alla comprensione del mondo e di sé. È un esercizio silenzioso e rivoluzionario, che restituisce profondità al nostro sentire e ci ricorda che la felicità non è mai semplificazione, ma consapevolezza”.