Lo Zibaldone - Recensioni
La Sardegna d’inverno non fa sconti a nessuno: il noir sociale e spietato di Flavio Soriga
Con Omicidio a Villapedrosa, in libreria con Bompiani (205 pp., 18 Euro) Flavio Soriga firma un romanzo che usa il pretesto del delitto per fare qualcosa di molto più ambizioso: scarnificare l’illusione della Sardegna da cartolina estiva e mostrarne le vene scoperte, i silenzi invernali e i compromessi con la modernità.
Antonio Maria Monni viene freddato con tre colpi di fucile in una sera di aprile a Villapedrosa, uno di quei non-luoghi nati sulla costa negli ultimi decenni per ospitare il turismo di massa e l’edilizia delle seconde case. A cercare una pista l’ufficiale dei carabinieri Martino Crissanti – un investigatore con la postura dell’antropologo mancato – e la giornalista romana Alessandra Lombardi, che dell’isola porta dentro il sangue materno e una nostalgia cronica.
La verità qui non si raggiunge con i rilievi della scientifica, ma con l’ascolto ostinato. Passa attraverso il nastro delle intercettazioni telefoniche, i dialoghi spezzati nei bar e le mezze parole di una comunità che sa perfettamente come difendersi dagli sguardi esterni. Crissanti si immerge nelle contraddizioni psicologiche di un microcosmo in cui il movente è spesso diluito nel vissuto quotidiano.
Il vero cuore del libro è il ritratto, doloroso e ironico, della Sardegna contemporanea. Villapedrosa è un guscio vuoto che d’estate si riempie di denaro, visitatori e illusioni di benessere, ma che nei mesi freddi rivela la sua vera natura: un deserto identitario segnato dallo spopolamento, dalla disoccupazione giovanile e da una strisciante criminalità locale che l’autore descrive senza cedere mai allo stereotipo.
Affidando la voce narrante ad Alessandra – una protagonista sospesa a metà, romana per residenza e sarda per radici –, Soriga mette in scena il dilemma dell’appartenenza. Chi ha il diritto di raccontare la Sardegna? È la domanda che l’autore stesso si pone in apertura: provare a spiegare quest’isola rappresenta un azzardo permanente.
Con una prosa asciutta, dal ritmo sincopato e venata di una sottile, tragica ironia, Omicidio a Villapedrosa si legge tutto d’un fiato ma si sedimenta lentamente. Quello che resta non è l’indagine ma il ritratto lucido e disincantato di una terra antica che non si lascia addomesticare.