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La poesia coraggiosa di Margherita Sportelli in “Anima Mundi”

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di Silvana Pasanisi

La poesia dell’autrice ci porta nella dimensione del coraggio che dispiega le parole con forza, ritenendole un dovere morale. Facile, dunque, ritrovarsi nelle parole del poeta  Attila Jozsef: “Alla mia nascita avevo un coltello in mano ma ho preso la penna perché il coltello era poco”.

La poetica che in queste pagine ritroviamo inquadra i margini e coloro che al margine vivono, abitando periferie del disagio che dall’umano si involano verso una crudele disumanizzazione, rapida, veloce, tragica. Lente d’ingrandimento attenta, la silloge entra nella storia dei giorni nostri. La storia umiliante del  tempo che viviamo, assordato e inquinato dalle guerre alle nostre porte viene raccontato con disincanto e speranza allo stesso tempo.

Divisa in quattro sezioni la silloge si apre con “I canti del naufragio e altre preghiere” e qui a parlare è un’umanità dolente ma non distante, non è l’altro a chiedere accoglienza . Siamo noi, ci appartengono e ci rappresentano queste voci incatenate ai loro supplizi. Ci riguarda tutto, nonostante la capacità di frapporre distanze per rendere queste atrocità sopportabili.

Prosegue la silloge con il ciclo delle preghiere , in perfetta continuità con la prima parte: “Troppi ne tiene il mare nel suo abisso, urna silenziosa risciacqua i corpi onda su onda.”. Questi versi da “Ungarettiana” ci donano una definizione altissima di quello che impietosamente viene custodito nei flussi del mare incolpevole e negli sbalzi della nostra ragione e delle nostre coscienze sopite, annebbiate. Il poeta dunque  si fa strumento necessario di intercessione presso un divino che non può non guardare, non può non sapere.

La terza parte della silloge “Poesie di città e di assedio” già nel suo titolo , come spesso accade ai poeti, racconta e declina le sue motivazioni. Il racconto diventa privato, intimo. L’assedio resta come svilimento dell’essere umano quando è poggiato sul fianco delle proprie debolezze.  Il cammino continua e ci porta all’anima del mondo che dà il titolo alla silloge: “Anima Mundi”.

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