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La bussola del transteismo. Per un cristianesimo liberante

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di Francesco Roat

La bussola del transteismo di Annamaria Corallo è un saggio breve ma estremamente denso, che si propone come strumento di orientamento per una fede cristiana capace di attraversare l’epoca della complessità senza ripiegarsi in nostalgie o semplificazioni. Il libro si muove tra teologia, spiritualità e pedagogia pastorale con un intento dichiaratamente pratico: offrire una “bussola” che permetta ai credenti di non smarrirsi davanti alla crisi delle categorie religiose tradizionali e alla sensazione diffusa di essere giunti alla fine di un mondo, non alla fine della fede.

La bussola proposta da Corallo si struttura attorno a quattro punti cardinali – Credo, Culto, Codice, Compimento – e a un ago centrale chiamato Consapevolezza. È una scelta metodologica efficace: la disposizione geografica permette al lettore di orientarsi senza perdere il senso della totalità, e introduce una dimensione dinamica, non dottrinaria. La fede non è un sistema statico, ma un cammino che richiede continuamente di ricalcolare la direzione. Questa impostazione pedagogica è uno dei pregi maggiori del libro: Corallo non offre un trattato accademico, ma un manuale di viaggio pensato per chi vive la fede nel quotidiano e cerca parole nuove per interpretare ciò che accade dentro e fuori di sé.

Il cuore della proposta è il concetto di “transteismo”, neologismo che può spiazzare ma che l’autrice definisce come un oltrepassamento creativo del divario – oggi divenuto spesso paralizzante – tra fede e secolarità. Il transteismo non elimina l’identità cristiana, né la diluisce; piuttosto invita a superare forme rigide o museali del credere, per restituire al cristianesimo la sua forza liberante. In questa prospettiva, Corallo mostra come un linguaggio religioso ancorato al passato rischi di diventare muto davanti alle domande dell’uomo contemporaneo. Il transteismo diviene così un esercizio di apertura, una ricerca di nuove mappe che non tradiscano la tradizione, ma la rilancino.

Uno dei punti più convincenti del saggio è l’insistenza sul carattere esperienziale della fede: credere non è aderire a enunciati, ma sperimentare un senso di orientamento, una trasformazione dell’esistenza. Da qui l’attenzione al linguaggio del corpo, ai gesti quotidiani, alle rapporti interpersonali. Corallo sa che la fede si gioca nella concretezza e non nelle astrazioni: perciò indica esempi, modalità di preghiera, atteggiamenti interiori e comunitari che possono tradurre in vita la bussola teorica. In questo modo, il libro offre un vero e proprio “kit” di riabilitazione dello sguardo cristiano sul mondo.

Tuttavia, proprio la brevità e l’intento divulgativo generano anche alcuni limiti. Certi concetti – come lo stesso “transteismo” – avrebbero meritato un approfondimento teoretico più robusto, soprattutto nel confronto con altre correnti contemporanee (post-teismo, cristianesimo non religioso, teologie politiche del XXI secolo). A volte il ritmo serrato porta a semplificazioni che potrebbero lasciare insoddisfatto il lettore più esigente dal punto di vista sistematico o biblico. Ma è bene comprendere che il libro non vuole essere un trattato: è un invito, una mappa provvisoria, un incoraggiamento a riprendere il cammino.

Sul piano stilistico, il testo è chiaro, accessibile, attraversato da un desiderio genuino di accompagnare senza paternalismo. La prospettiva è spesso profetica, talvolta provocatoria, sempre animata dalla convinzione che il cristianesimo del futuro sarà cristianesimo solo se saprà liberare e liberarsi: liberare dalle paure e dalle rigidità, liberarsi dalle forme che hanno perso efficacia simbolica. In questo senso, La bussola del transteismo può diventare un ottimo strumento per gruppi di studio, comunità ecclesiali, operatori pastorali, o semplicemente per credenti desiderosi di un lessico nuovo per dire la propria fede.

In conclusione, il libro di Annamaria Corallo è un contributo significativo al rinnovamento del linguaggio religioso contemporaneo. È una proposta coraggiosa, che invita a non temere il cambiamento ma a viverlo come un’occasione di autenticità. Pur con alcune inevitabili carenze, La bussola del transteismo offre una visione capace di tenere insieme rigore, freschezza e desiderio di futuro. È una bussola, appunto: non un porto, ma un invito a prendere il largo.

Annamaria Corallo

La bussola del transteismo. Per un cristianesimo liberante

Gabrielli Editori, 2025

pp. 120, Euro 16,00

 

 

 

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