Lo Zibaldone - Recensioni

Incontrare Panikkar. Un’esperienza che cambia lo sguardo

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di Patrizia Gioia

Ho sempre fatto uno sforzo immane a scrivere non come occidentale o come indiano, non come cristiano o hindù, e neppure come uomo dei nostri tempi, per quanto ciò sia possibile e compatibile con l’argomento trattato. Ciò che desidero esprimere è la sensazione sempre presente che “la lettera uccide” e che la parola scritta non è ambasciatrice esclusiva della vita della coscienza”.

E dunque, dopo queste parole di Panikkar, perché scrivere questo libro?

Per diverse ragioni, la prima è perché questo è un libro “esperienziale”, composto da numerose testimonianze che ho raccolto come si raccoglie un bel mazzo di fiori, colorati e profumati, da donare a chi si vuol bene. Un’altra ragione è perché questo libro è parte costitutiva del mio cammino di ricerca, è inoltre un libro che parla all’Amicizia, un sentimento molto caro a Panikkar e last but not least è che il pensiero di Panikkar è oggi ancor più urgente e necessario per la trasformazione in atto, pena un “aborto cosmico”.

Le esperienze qui raccolte sono, non solo di amici che hanno conosciuto e frequentato Panikkar, ma anche di persone che lo hanno solo ascoltato o visto nei numerosi documentari o anche solo letto. Non era mia intenzione, né sarebbe piaciuto a Panikkar, farlo diventare un santino; ogni persona ha una sua ombra ed è proprio questa che meglio può aiutare la personale ricerca di luce; dunque qui troverete testimonianze dove si portano anche dubbi, malintesi, divergenze e proprio per questo il dialogo è ancora più efficace e coraggiosamente variegato.

                  “Bisogna tornare al valore dell’esperienza”.

Queste parole di Raimundo sono quelle che erano rotolate tanto tempo fa nel mio cuore e che non mi hanno mai abbandonata, perché: “sentire è capire, ma capire non è sentire”. Come è importante esperire, essere toccati nel profondo da qualcosa che ci fa fare esperienza delle parole di Gesù: “chi fa la verità viene alla luce “. E quanto siamo stati aiutati da Panikkar in questa nascita infinita, dove nella contemplazione è insita l’azione. Cinque infatti sono le dimensioni umane: corpo, anima spirito, polis e cosmos.

Oggi che continuiamo ad esiliare invece che incontrare, oggi che dividiamo invece che trovare nella differenza la fecondità della nostra profondità umana, oggi che ancora etichettiamo invece che osare l’ascolto di ogni voce, dove è proprio l’intollerabile la nostra parte da non ributtare nell’ombra , come è importante rimettere in circolo le parole di Panikkar, trasformate nella nostra personale esperienza, dove ogni volta tentare quel tuffo dal trampolino che Raimundo ha sempre suggerito: “non c’è un come, rischia !.

In questo libro troverete molti salti dal trampolino, ogni nuotatore ha, a suo modo, nuotato contro corrente, dentro l’immenso oceano della novità radicale della vita; a suo modo ha tradotto e tradito le parole del Maestro, che non voleva discepoli, ma donne e uomini consapevoli e responsabili, cooperatori alla Creazione, mani del Destino. 

I tanti temi che Panikkar ha approfondito e che: “rappresentano non solo un problema intellettuale della mia mente, ma una preoccupazione del mio cuore e, ancor più, un interesse reale della mia intera esistenza, che ha cercato per prima cosa di raggiungere chiarezza e profondità studiando seriamente i problemi della vita umana “, vengono nel libro rimessi in circolo. Scienza e mistica, fisica e teologia, filosofia e religione, materia e spirito, natura e cosmo si tengono insieme con le sue stupefacenti intuizioni: “tempiternità”, “realtà cosmoteandrica”, “equivalenti omeomorfici”, “preservativo culturale”, per citarne solo qualcuna, in quel dialogo dialogale di cui Panikkar è gran maestro, ancora oggi inascoltato.

L’eredità che Panikkar ha lasciato è la silenziosa promessa che ho sentito in ognuno degli amici che in questo libro hanno portato il loro “pane”, da condividere in quella comunione preziosa per le nostre vite. Molti sono i ricordi che qui vengono riportati al cuore, momenti dove Panikkar non ha dato risposte alle nostre tante domande, ma col suo sorriso ironico, arma dello spirito, ci riportava sempre al nostro sentire, dove troppo spesso” tendiamo a eliminare tutti i colori dello spettro nella “luce bianca”. Più forte l’albero della Vita che quello della Conoscenza.

Naturalmente in questo libro abbiamo apparecchiato la tavola per tutti gli amici che hanno camminato con noi in questi lunghi e fecondi anni, amici visibili e invisibili, tutti partecipanti a quel pellegrinaggio che Hermann Hesse bene racconta e che sono le tracce lasciate dai tanti Suchende”, coloro che cercano , uomini e donne inquieti, che non si accontentano della superficie delle cose, ma ambiscono alla profondità, dove la conoscenza di sé stessi s’intreccia indissolubilmente col cosmo intero e dove l’invisibile si fa presente in  “ quel cercare che è in sostanza vivere nello spirito”.

LE VOCI DI QUESTO LIBRO: Federico Allegri, Maciej Bielawski, Eugenio Borgna, Silvana Botassis, Michele Botta, Lucia Bove, Dome Bulfaro, Paolo Calabrò, Francesco Comina, Filippo Dellanoce, Fabrice Olivier Dubosc, Patrizia Gioia, Vivian Lamarque, Franco Livorsi, Romano Madera, Roberto Mancini, Vito Mancuso, Mauricio Yushin Marassi, Luciano Mazzoni Benoni, Anna Piccinini, Antonietta Potente, Antonio Rigopoulos, Francesco Roat, Achille Rossi, Wilma Scategni, Daniele Spero, Carla Stroppa, Gianni Vacchelli, Luigi Vero Tarca, Giancarlo Vianello

 

 

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