“Prima che mi dessero tutti questi titoli, ho lavorato in una fabbrica di conserve, in una di sottaceti, sono stato marinaio, ho trascorso mesi fra le schiere di disoccupati a cercar lavoro; ed è questo lato della mia vita che io venero di più, e a cui voglio restare attaccato finché vivo.”Parole del grande Jack London, di cuiricorrono quest’anno i cento anni della scomparsa. Chiarelettere omaggia il grande scrittore californiano con il libro Il senso della vita secondo me (pp.120, Euro 10,00): pagine scritte dallo stesso autore che ci svelano la sua essenza. E come recita la quarta di copertina, ci sono tre motivi per leggerlo: perché, a cento anni dalla morte, il suo vitalismo incontenibile rimane un monito a non darsi mai per vinti o sconfitti. Perché ha riversato in questi scritti la critica instancabile a un sistema sociale che privilegia la competizione e il successo rendendo sempre più cupa, monotona e triste la vita. Perché la grinta, il talento, la passione di queste pagine sono una via di fuga dalla nostra solitudine digitale.
A degna conclusione del libro, due tra i racconti fantapolitici più riusciti di Jack London: Il sogno di Debs e A Sud di Slot.