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Il prezzo dell’autenticità: Bianco Nero Colore

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Cosa accade quando la propria storia personale smette di essere tale e si trasforma nella moneta di scambio più richiesta dal mercato? Parte da questo cortocircuito Bianco nero colore, l’ultimo brillante lavoro di Danzy Senna edito da Neri Pozza (352pp., 22 Euro).

di Elena D’Alessandri

La storia ci trascina in una Hollywood meno patinata del solito, nella quotidianità di Jane Gibson, una scrittrice quarantaseienne schiacciata da una precarietà economica soffocante, con due figli a carico e un marito video-artist le cui ambizioni non riescono mai davvero a decollare.

Per dare una svolta definitiva alla sua carriera, Jane decide di prendersi un anno sabbatico dall’Università in cui è professore a contratto e dedicarsi anima e corpo al suo secondo libro: un romanzo ambizioso sul tema del meticciato in America nel corso dei secoli che trascina avanti da quasi dieci anni e che nell’intenzione dovrebbe finalmente consacrarla al grande mercato letterario.

Proprio durante questo anno decisivo Brett, suo grande amico ed ex compagno d’università – che dopo una prima pubblicazione ha abbandonato la letteratura per passare con un enorme successo alla sceneggiatura televisiva – le propone di trasferirsi con tutta la famiglia nella sua lussuosa villa sulle colline di L.A. dovendo partire per un lungo progetto in Australia.

Tuttavia, quando il tanto agognato romanzo viene terminato, la realtà le crolla addosso: sia la sua agente che la sua casa editrice lo respingono senza appello. Con il morale a terra e la necessità impellente di far quadrare i conti, Jane decide di tentare la strada della TV, ed è qui che la Fabbrica dei Sogni sembra spalancarle le porte offrendole la scrittura di una serie incentrata sulla diversity. La sua identità di donna di origini miste (padre nero, madre bianca) si trasforma così in un passe-partout inaspettato, ma è proprio su questo confine che si inserisce la domanda centrale del libro: fino a che punto si è disposti a cedere e a vendere la propria storia personale prima che il riconoscimento si trasformi in una sottile forma di sfruttamento? A rendere l’opera profondamente atipica e spiazzante è il modo in cui l’autrice rifiuta la trappola delle facili lezioni morali e dei cliché ideologici per costruire una narrazione fluida e pericolosa, dove la comicità al vetriolo si fonde con un’inquietudine costante, dove la comicità al vetriolo si fonde con un’inquietudine costante. Jane non è un’eroina senza macchia, ma una donna meravigliosamente imperfetta, piena di spigoli, ambizioni e fragilità che la rendono incredibilmente reale. Tra le quinte di una Hollywood vissuta come specchio deformante di una società disposta a celebrare le minoranze solo a patto di poterne consumare l’immagine, il romanzo procede con un ritmo seducente e un’ambiguità che non lascia tregua. Fino all’ultima pagina si rimane sospesi e con il fiato corto, incapaci di prevedere se per la protagonista ci sarà una vera emancipazione o un definitivo cedimento al compromesso, in una lettura illuminante che fa sorridere e al tempo stesso disturba, confermando la Senna tra le voci più acute della narrativa contemporanea.

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