Articoli & Approfondimenti
Il nuovo libro di Andrea Giannasi: la storia del campo ospedale per prigionieri di guerra in Galli Tassi a Lucca
A Lucca venne allestita un’ala del San Luca con filo spinato, campanelli elettrici di allarme e guardie, e all’interno vi transitarono centinaia di feriti e malati. Tra questi anche 180 affetti da malaria provenienti dal campo di Colle di Compito.
Lo storico Andrea Giannasi, grazie ad una lunga ricerca negli archivi storici italiani, inglesi, australiani, neozelandesi e sudafricani è riuscito ad avere i documenti che hanno permesso di ricostruire la vicenda del campo PG 202 (questo era il numero della struttura di via Galli Tassi). Nel saggio “I prigionieri alleati in Italia. Documenti e studi sul campo PG 202 di Lucca e il campo PG 60 di Colle di compito” (edito da Tralerighe libri editore) oltre alla storia della prigionia alleata, sono presenti i rapporti della Croce Rossa internazionale attraverso i quali è possibile ricostruire la vita dei prigionieri a Lucca. Cosa mangiavano, che cosa desideravano (frutta, libri, attrezzi per lo svago), quali erano i problemi ricorrenti e quali i rapporti con gli italiani.
Da ricordare anche la presenza di un nutrito corpo di “personale protetto”, ovvero medici e infermieri britannici, che alloggiavano in una baracca posta all’interno del cortile.
I britannici lodarono i medici italiani, ma soprattutto ebbero ottimi rapporti – anche di profonda riconoscenza – con le suore che prestavano servizio infermieristico. Dall’esterno entravano anche medici specializzati come l’oculista.
Molte le storie che si incrociano a Lucca con la grande storia. Tra queste la presenza nel campo PG 202 del capitano Robert John Walker-Brown, ferito e catturato in nord Africa, venne curato a Lucca e poi trasferito nel PG 21 di Chieti dal quale fuggì al momento dell’armistizio. Walker-Brown lo ritroveremo poi paracadutato in Lunigiana con le SAS britanniche per l’ Operazione Gali.
Oppure del capitano greco Spyros Andrea Phocas, primo ufficiale della nave mercantile Andreas, affondata il 2 novembre 1942 dal sommergibile italiano Leonardo Da vinci.
Grazie al Simone Micheli del Comitato Linea Gotica di Brancoli, Giannasi è entrato in contatto con la nipote del soldato neozelandese Thomas Fredrick Champion, che ha lasciato fotografie e una breve memoria del Campo di Lucca.
Ma sono moltissime le curiosità storiche presenti nel saggio. Oltre alle trascrizioni complete dei rapporti, si trova anche tra i documenti rinvenuti, un volantino anti-britannico, dedicato alla Perfida Albione, diffuso a Lucca sotto forma di preghiere: Credo, Pater Noster e Ave Maria. Un documento, scritto molto probabilmente da mano giovane e creativa, raro e inedito che testimonia quanto la propaganda fascista facesse leva soprattutto sui giovani.
Spazio anche alla testimonianza del Tenente Mario Tobino della 31^ sezione di sanità del Regio Esercito impiegata proprio in Libia.
Il campo ospedaliero PG 202 fu chiuso nell’ottobre del 1943 quando i tedeschi e le nascenti forze della fascista Repubblica Sociale Italiana, inviarono i prigionieri nei campi in Germania e Polonia.
In merito al campo di Colle di Compito il saggio ricostruisce la vicenda legata alla morte della guardia scelta Simon Sidney Fawcett uccisa da un colpo di fucile sparato da un italiano i primi giorni di settembre 1943. Fawcett, con il commilitone Simon Hood, stava tentando la fuga ma i due vennero scoperti. Una delle due guardie, Boschetti o Mancini, sparò un solo colpo di fucile uccidendo l’inglese. Immediatamente terminata la guerra a Londra si aprì un’inchiesta che stabilisse l’esatta dinamica dell’evento delittuoso.
Infine al termine del libro anche le relazioni delle commissioni in visita agli internati anglo-maltesi presenti in provincia di Lucca. Tra i documenti il cittadino britannico che si trovava in regime coatto a Castiglione di Garfagnana si lamentava per l’assenza di latte.
Un saggio che aiuta anche i tanti storici e ricollocare il Campo PG 202 in via Galli Tassi a Lucca, alla luce anche dei tanti documenti britannici che lo confondono con l’ospedale PG 201 di Bergamo o altri studi che lo “sistemano” erroneamente nel sanatorio di Arliano.
Una storia comunque finalmente aperta a tanti nuovi studi e ricerche.