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Il mio coraggio – Diario di 18 anni di lotta con Agenzia delle Entrate e riscossioni”
Be Strong Edizioni ha da poco pubblicato Il mio coraggio, la vera storia di una donna (Amabel P.) che da anni si trova a dover lottare contro uno Stato che le chiede del denaro che non ha a causa di errori commessi da professionisti del settore contabile a cui si era affidata.
Il mio coraggio è la novità che va ad aggiungersi alla già molto apprezzata collana Be Biography e questo titolo ha tutte le premesse per poter entrare rapidamente nel cuore di ogni lettore.
L’opera è una vera e propria raccolta che Amabel P. con coraggio ha conservato negli anni, una sorta di diario che documenta con lettere, email, telefonate e quant’altro la dura battaglia che non si è ancora purtroppo conclusa contro la richiesta di pagamenti assurdi dovuti all’Agenzia delle Entrate, che non sembra interessata ad altro che al riscuotere quello che a loro avviso spetta a loro, senza curarsi minimamente del singolo cittadino.
L’autrice è una donna molto tenace, che nonostante le avversità ha scelto di lottare per far valere i suoi diritti e mettere in luce una realtà che non è certamente solo la sua.
Ma lasciamo che sia Amabel a raccontare un po’ di sé.
Sono Amabel, faccio la rappresentante di mattonelle. Lavoro che ho iniziato 25 anni fa. Prima di entrare in quella attività facevo un lavoro totalmente differente. Lavorare con partita iva è molto impegnativo soprattutto se come me non sai niente di burocrazia. Così mi sono affidata ad un commercialista in gamba, proprio come fanno tantissime persone nella mia stessa situazione.
Purtroppo però, lo era solo in apparenza e così sono nati i primi errori che io ho scoperto quando ormai c’erano molte cartelle Equitalia da pagare, ed era iniziata anche la crisi nel settore dell’edilizia. Questo ha voluto dire aumento delle cose da pagare e diminuzione di fatturato.
Da questo momento inizia il panico. Se non si hanno soldi per pagare cosa si può fare? Ho dovuto pertanto iniziare a chiedere prestiti e finanziamenti per pagare cartelle Equitalia con debiti che nel frattempo si triplicavano. Un incubo!
Non sapevo cosa fare anche se dentro di me sentivo che non era giusto. Ho così iniziato a cercare di parlare con tutte le autorità possibili. Una mia amica dopo 10 anni di peripezia mi ha suggerito di riportare tutto quello che stavo facendo in un diario che poi avrei potuto pubblicare, sia per dare forza a chi era nelle mie condizioni, sia per far sapere a tutti come funzionano certe cose, che non sono situazioni da evasori, come molti vorrebbero fare credere.
Ho iniziato così a scrivere, senza però avere una casa editrice alle spalle che poteva supportarmi nelle varie stesure. Fare tutto in self publishing non è facile, ma inizialmente mi sembrava l’unica strada da seguire e così ho fatto. Averlo pubblicato da me però non ha smosso grandi acque, infatti oltre a farlo leggere a parenti e amici sembrava che tutto si fosse fermato e non era quello che desideravo accadesse quando avevo scelto di mettere nero su bianco tutto quello che mi stava accadendo. Dopo circa un anno però mi capita di leggere di una casa editrice che faceva un corso per pubblicizzare i propri libri, mi ha intrigato da subito la determinazione della editrice, dentro di me sentivo che forse quel corso avrebbe potuto aiutarmi a dare più luce al mio scritto e così ho deciso di seguirlo. A fine corso ho deciso di contattare l’editrice di persona, le ho fatto leggere quello che avevo scritto e lei mi ha detto che c’erano molte mancanze e cose di questo tipo. Così le ho chiesto se sarebbe stata interessata alla pubblicazione e la sua risposta è stata affermativa. Da lì sono partiti due anni di tentennamenti da parte mia ecc. Finché dopo un suo ultimatum mi sono decisa. Ho scritto dei due anni. Così con molto lavoro (correggere con un editor è tutta un’altra cosa, ti fa vedere errori che tu non noti) siamo arrivati alla fine delle correzioni il 15 agosto 2025 e l’uscita è stata programmata il 17 ottobre, per la giornata contro la miseria.
Il 25 e il 26 ottobre ho avuto la possibilità di conoscere alcuni lettori a Villongo, in provincia di Bergamo, dove per la prima volta ho potuto parlare della mia situazione presentando appunto Il mio coraggio.
Non nego che per me che non amo mettermi in mostra non è stato facile stare davanti a un pubblico a parlare di un argomento per me così difficile ma importante. Eleonora, l’editrice, mi ha fatto capire con la sua schiettezza e determinazione che se voglio raggiungere il mio obiettivo di fare conoscere il mio diario a più persone possibili, sia per far arrivare la voce ai vertici e per dare coraggio a chi vive queste situazioni, coinvolgendo più persone possibili a questa lotta, devo farmi conoscere e fare molta pubblicità.
Così sono partita e ho affrontato il viaggio con mio marito. Vedere il mio diario esposto con altri libri in un bel contesto con dei bei colori di base confesso che mi ha dato molta carica. Così come conoscere altre persone che scrivono.
Già in quel contesto ho avuto la possibilità di parlare con persone che hanno i miei stessi problemi e questo mi ha fatto capire ulteriormente che ero sulla strada giusta.
Per ora scrivo con pseudonimo e non mi faccio vedere di persona per molti motivi, non ultimo il fatto che nomino molte persone e se uno capisse la mia vera identità potrebbe facilmente risalire a chi sono le persone nominate e non è questo lo scopo per cui ho scelto di mettere in luce la mia realtà, inoltre devo ancora lavorare e non voglio legare questa storia alla mia attività.
Ora sto portando avanti il mio progetto: arrivare ai vertici!
Ho iniziato a scrivere ad alcuni ministri e ad alcuni giornali! Ah non vi ho detto, valutando molte cose alla fine ho messo anche dei suggerimenti che ritengo validi per farci uscire dal marasma cartelle Equitalia. Sono arrivata fin qui e voglio dimostrarmi e dimostrarvi che il mio coraggio va avanti.
Come potete notare Amabel P. ha molta grinta e voglia di far sentire la sua voce, cosa che capirete perfettamente anche leggendo Il mio coraggio.
Abbiamo fatto alcune domande a questa autrice, scopriamo assieme le sue risposte.
Il tuo libro è particolarmente ricco di informazioni legate a una realtà che non sono affatto facili da portare in luce. Come ti è venuto questo coraggio?
In realtà sì, ci vuole coraggio, ma soprattutto serve il coraggio di non vergognarsi. All’inizio la sensazione più forte è proprio quella: la vergogna di non essere stata capace di gestire certe situazioni. Ma quando riesci a superare questo scoglio, ti rendi conto che non sei sola, che tante persone hanno vissuto esperienze simili. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce la forza: quella di aiutare te stessa e, allo stesso tempo, chi si trova nelle tue stesse condizioni.
Quando hai iniziato a scrivere questo libro hai avuto delle difficoltà?
Si, perché prima di tutto non sono una scrittrice, quindi raccontare gli episodi in modo chiaro non è stato semplice. Ho iniziato scrivendo tutto di getto, come si faceva una volta con i temi in brutta copia, per poi cercare di collegare le varie parti nel modo più coerente possibile.
Devo dire che l’aiuto di Matteo, il mio editor, è stato fondamentale: lui leggeva e analizzava il testo senza conoscere nulla delle vicende di cui parlavo, e questo mi ha spinta a essere più chiara e precisa nell’esposizione.
C’è un pubblico a cui senti di voler indirizzare questa tua opera?
Secondo me il pubblico a cui si rivolge il libro è molto vasto.
Chi sta attraversando momenti bui può sentirsi meno solo leggendo queste pagine. Chi invece desidera comprendere meglio certe esperienze vissute da persone comuni può trovare spunti di riflessione autentici e concreti.
In particolare, mi rivolgo anche a chi ha ruoli di responsabilità, come i politici, perché, nella parte finale del libro ho voluto analizzare alcune possibili soluzioni per sostenere chi è in difficoltà. Allo stesso tempo, spero che il libro possa far riflettere anche chi tende a giudicare senza conoscere davvero i fatti.
Credo quindi che il messaggio possa raggiungere un pubblico ampio e diverso tra loro, ma unito dal desiderio di capire.
Sicuramente non sei l’unica a dover affrontare le tristi situazioni che per colpa dello Stato hai raccontato e raccolto nel tuo libro, cosa diresti a queste persone?
Prima di tutto: non arrendetevi mai.
Andate a fondo, cercate di capire da dove nascono i vostri problemi: questo, già di per sé, aiuta a non ripetere gli stessi errori.
E ricordate che, anche quando vi dicono che “non si può fare niente”, non è vero. Qualcosa si può sempre fare. Se tutti avessimo combattuto questa battaglia insieme, forse non saremmo arrivati alla situazione in cui ci troviamo oggi.
Come completeresti la frase “leggi il mio libro perché…”?
Perché racconta una storia vera, vissuta nella realtà e nelle difficoltà di tutti i giorni. Perché, magari, leggendo queste pagine ti verrà voglia di unirti a me in questa battaglia. Perché insieme al libro porto avanti una causa importante, che riguarda molte più persone di quanto si pensi. E infine, perché solo uniti si può davvero vincere, e conoscere la mia storia forse potrà spingere qualcuno a camminare al mio fianco.
Ringraziamo Amabel P. per il tempo dedicato e vi ricordiamo che Il mio coraggio è disponibile sul sito www.bestrongedizioni.it e se è il vostro primo acquisto nello store ufficiale della Be Strong Edizioni lo potete avere con uno sconto del 10%. Vi basterà utilizzare il codice promozionale #BESTART.
(Nadia Boioni)