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Iglesias tra le sette città finaliste per la Capitale italiana del Libro 2027: dall’identità territoriale sarda a quella culturale, un crocevia nel Mediterraneo
La prossima Capitale italiana del Libro come può trasformarsi in un cantiere permanente di soluzioni operative ed esportabili per tutto il paese? È la domanda ambiziosa che ha portato Iglesias tra i sette Comuni finalisti e di cui si conoscerà il vincitore venerdì 23. Il sindaco Mauro Usai, Maurizio Cristella che ha ideato il progetto “Iglesias – Il Libro nel Mediterraneo”, ed Eleonora Carta di Argonautilus che lo ha presentato di fronte alla commissione del Ministero della Cultura, credono fermamente che la città della Sardegna sud-occidentale possa diventare il laboratorio pilota in cui il libro si faccia leva strutturale per connettere persone, istituzioni, saperi e nuove opportunità economiche. E lo dimostrano i dieci Comuni limitrofi che già lo hanno reso corale sottoscrivendolo: Carbonia, Gonnesa, Portoscuso, Sant’Antioco, Calasetta, Carloforte, Fluminimaggiore, Buggerru, Musei e Domusnovas. Questi numeri sottolineano la consistenza e la stabilità del loro ecosistema culturale: sette festival storici con oltre un decennio di continuità; più di 390 eventi letterari in un anno normale, che nell’anno da capitale conterebbero di raddoppiare; oltre 110.000 partecipazioni annue agli eventi culturali. E si tratta di dati distinti dai flussi del turismo minerario e paesaggistico – https://www.fieralibroiglesias.it.
«Rappresento una realtà e un territorio – ha esordito Usai – che da oltre dieci anni hanno scelto di investire nella cultura. Iglesias conosce bene il significato della parola ricostruzione. Per secoli la nostra storia è stata legata all’attività estrattiva. Quando quell’era industriale si è conclusa, non abbiamo perso solo un’economia, bensì un modello che aveva dato identità a intere generazioni. Eppure non ci siamo arresi. Con pazienza e determinazione abbiamo tracciato nuove direttrici di sviluppo, partendo da ciò che nessuna crisi può portarci via, ovvero le nostre radici, la bellezza ereditata e la capacità di fare comunità. L’immagine che hanno scelto come segno visivo della candidatura è Porto Flavia, la metafora di una rinascita: una porta monumentale scavata nella roccia, un porto nato per immettere la materia della montagna sulle rotte commerciali del mare, un luogo simbolo di contatto, connessione e collaborazione». Il progetto candidato si basa su un principio lineare: «Per essere efficaci nella promozione della lettura dobbiamo in primo luogo comprendere ogni aspetto della vita del libro – ha specificato Cristella – dall’ideazione alla scrittura, dall’editing alla stampa, sino alla distribuzione e alla promozione, unendo l’intera filiera per elaborare proposte capaci di dare risposte al settore e un nuovo impulso strategico. Senza tralasciare che la candidatura poggia saldamente sull’azione capillare di almeno 48 presìdi attivi, a partire dalle biblioteche diffuse sul territorio, dai musei e dagli archivi storici. Il dossier si innesta su competenze strutturate e soprattutto su un pubblico fidelizzato, che ha già una profonda familiarità con la partecipazione a eventi culturali e festival. La forza della proposta risiede quindi nel rapporto sinergico tra istituzioni, associazioni e cittadini, abituati a partecipare e talvolta anche a co-progettare le iniziative culturali: una base comunitaria consapevole e matura». Pertanto, il primo grande pilastro del dossier sono stati gli Stati Generali dell’Editoria.
Il progetto nel dettaglio
«Abbiamo organizzato questo lavoro in sei macro-aree tematiche che coprono l’intero ciclo di vita del libro – ha illustrato Carta punto per punto –. Ciascun ambito è identificato da un codice cromatico, pensato per contrassegnare in modo immediato ogni appuntamento nel calendario e nella programmazione annuale della capitale. L’area “Creazione e immaginario” è dedicata alla creatività e alla nascita delle storie: presentazioni, laboratori creativi, masterclass e attività di co-creazione a tutti i livelli, dagli scrittori affermati agli studenti che stanno appena scoprendo la scrittura. L’area “Produzione e fattura” affronta il processo di realizzazione del libro: dal design all’impaginazione, alla produzione sostenibile, fino all’arte tipografica e ai nuovi formati, e-book, audiolibri e altre forme digitali di lettura, con attenzione ai costi delle materie prime, alla transizione ecologica dell’editoria e all’efficienza energetica della filiera. L’area “Diffusione e comunità digitali” coinvolge l’intero sistema di promozione e distribuzione, tassello essenziale per l’esistenza e la circolazione del libro. Riuniamo qui gli attori della catena logistica, i librai, i recensori, le riviste tematiche, fino ai booktoker, per scoprire le nuove modalità con cui le generazioni contemporanee scelgono cosa leggere. Tra i temi centrali: il viaggio fisico del volume, l’efficienza dei flussi di rifornimento e il sostegno strategico alle librerie indipendenti e di prossimità nei piccoli centri. L’area “Presìdi di comunità” valorizza il ruolo degli ambasciatori della lettura: insegnanti, librai indipendenti, catene di librerie, ma anche bibliotecari, associazioni di promozione della lettura e book club. Qui si inserisce anche il tema essenziale della “bibliodiversità”, con attenzione al valore e alla tutela dei piccoli e medi editori indipendenti. L’area “Inclusione sociale” valorizza le storie come vettore di coesione e cittadinanza attiva. Saranno coinvolti gli enti locali impegnati nell’integrazione e le associazioni che operano negli ospedali, nelle case per anziani e nei diversi contesti della comunità, usando il libro e la lettura come strumento di vicinanza. L’area “Futuro del libro”, infine, guarda agli scenari aperti dalle nuove tecnologie: il diritto d’autore nell’epoca digitale, la distribuzione, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creatività, i nuovi sistemi di accesso al mercato e il ruolo che il libro potrà avere nella società di domani». La loro matrice operativa è rigorosa, poiché gli Stati generali si propongono come uno spazio concreto di confronto:
«Cinque tavoli permanenti coordinano la co-progettazione; l’incontro tra mondi editoriali unisce l’editoria indipendente e, infine, dà spazio anche alle grandi piattaforme. Il nostro focus è produrre analisi e porre le basi per rendere da subito fruibile l’eredità del progetto. Il tavolo sulla promozione svilupperà modelli per la scuola; quello sulla sostenibilità analizzerà i costi delle materie prime; quello sulla distribuzione sosterrà le librerie di prossimità; il tavolo digitale affronterà gli algoritmi; quello sulla “bibliodiversità” tutelerà gli editori indipendenti. Per dare concretezza alle risorse che ci saranno affidate, abbiamo fissato obiettivi quantitativi misurabili, che useremo come veri e propri indicatori di performance: un incremento stimato dei lettori sul territorio del 10-15%, tra le 250 e le 300 iniziative nell’anno da capitale, oltre 5.000 studenti coinvolti e più di 100 operatori in azione. Una piccola parentesi – ha concluso Carta –: non sarebbe una novità relegata all’anno da capitale. Da oltre dieci anni tutti i progetti culturali di Iglesias e del suo territorio coinvolgono gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia all’Università della terza età, sino alla Scuola allievi carabinieri di Iglesias, che è una scuola di formazione».