Lo Zibaldone - Recensioni

I malviventi di Francesco De Carlo: quando i “criminali” hanno un cuore troppo grande per il mondo

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di Elena D’Alessandri

Prendete uno stand up comedian abituato a incendiare i palchi con una comicità tagliente, fategli varcare l’oceano per sedersi sulla poltrona di uno dei programmi più prestigiosi della televisione americana come l’iconico show di Jimmy Fallon, e poi immaginate che decida di riversare tutta questa debordante energia creativa nella scrittura. Il risultato è I malviventi, il folgorante romanzo d’esordio di Francesco De Carlo, edito da Rizzoli (336pp., 18,50 Euro), un libro che cattura fin dalla prima riga e non vi molla più.

Al centro di questo crime sui generis c’è Vito, un uomo di quarant’anni cresciuto a colpi di bullismo in un quartiere difficile di Roma. Goffo, teneramente disfunzionale e deriso da tutti, viene considerato da chiunque “lo scemo del quartiere”. La sua esistenza scorre invisibile fino a quando un’operazione agli occhi gli permette finalmente di togliersi degli occhialoni spessissimi e guardare il mondo sotto una luce completamente nuova. È proprio durante una festa aziendale all’indomani del suo restyling che la sua vita subisce una sterzata improvvisa: conosce Carolina, la figlia decisamente squilibrata e ribelle del proprietario della banca in cui lui lavora come semplice impiegato.

Tra i due scatta una passione folle, improbabile e bellissima, che trascina Vito fuori dal suo guscio ma lo scaraventa anche al centro dei radar della potente e ostile famiglia di lei. In un lampo, l’ingenuo protagonista si ritrova invischiato in una spirale fuori controllo fatta di complotti finanziari, segreti inconfessabili, malavitosi di periferia e omicidi più o meno accidentali. Da vittima designata, Vito si ritroverà a dover maneggiare pistole e nascondere cadaveri, scoprendo verità molto più grandi di lui.

L’autore orchestra con maestria una narrazione dal ritmo travolgente, dove l’ironia dissacrante del comico si fonde con una profonda e commovente sensibilità umana. Vito e Carolina si rivelano due protagonisti incredibilmente teneri e fragili: anime sperdute che, più che criminali, sono due candidi malcapitati costretti a farsi furbi per sopravvivere in un mondo cinico.

Muovendosi in un perfetto equilibrio tra suspense, delitti (quasi) perfetti e irresistibile comicità, il romanzo procede spedito verso un finale del tutto imprevisto ed emozionante. È proprio nelle battute conclusive che il libro svela il suo messaggio più autentico, dimostrando con assoluta delicatezza come la vita, nonostante le sue durezze, «sia un’estate anche sotto la neve, un’estate che può durare per sempre». Un debutto che diverte, commuove e fa fare il tifo per gli ultimi dall’inizio alla fine.

 

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