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Eleonora Marsella vi porta alla scoperta di DOC una storia di ordinaria follia di Ilaria De Tora

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Il libro che Eleonora Marsella vuole proporre oggi è un qualcosa di veramente profondo e forte. Una storia che potrebbe appartenere a chiunque, come l’amica più cara, il parente più stretto o addirittura a noi stessi. DOC una storia di ordinaria follia racchiude infatti al suo interno tutte quelle sfaccettature che fanno dell’essere umano quello che è realmente, con i suoi problemi, le sue fragilità.

Con questo libro Ilaria De Tora ci conduce in un viaggio a ritroso nel tempo, che inizia con l’acquisto di un quaderno rosso, in un pomeriggio qualunque. Da lì veniamo catapultati tra i banchi del liceo Gambara, negli anni della spensieratezza e dei “concerti in pullman” con le amiche di sempre, finché la luce dorata dell’adolescenza inizia a incrinarsi.

DOC, autopubblicato lo scorso ottobre, scava nell’abisso di una malattia silenziosa e spesso incompresa: il Disturbo Ossessivo-Compulsivo. L’autrice descrive con una lucidità quasi brutale l’insorgere dei primi sintomi: il bisogno ossessivo di lavarsi le mani, i pensieri che corrono veloci come una “mente scimmia” che salta da una liana all’altra. È un calvario che ha una data d’inizio precisa, il 9 febbraio 1997, giorno che coincide con la morte del nonno Giovanni.

De Tora ci racconta la solitudine di chi si sente pazzo, l’umiliazione di dover chiedere aiuto e la paura di perdere il controllo a causa dei farmaci. Eppure, attraverso la terapia di gruppo e l’incontro con figure mediche capaci di empatia, emerge la speranza.

Gli argomenti affrontati sono universali e complessi: il lutto e l’abbandono, la maternità e l’amore visto come il desiderio di proteggere i propri figli (come la piccola Sofia) da quel “fango” che ha sporcato la propria giovinezza.

È un libro crudo ma profondamente umano, un racconto che, partendo dal passato, conduce a un presente di consapevolezza, dove la fragilità non è più vergogna, ma parte della propria unicità.

Leggere questo libro aiuta a riflettere su tantissimi argomenti attuali, primo fra tutti il fatto che la società tende a essere intollerante nei confronti degli errori e nelle cadute, prediligendo la lotta ai traguardi e ai successi ad ogni costo. DOC è un libro da leggere e da regalare anche a chi sta affrontando una lotta interiore.

 

DOC una storia di ordinaria follia si merita 5 punti su 5 per gli argomenti, la narrazione e per i contenuti che tocca con una sensibilità che riesce a lascare il segno nella mente e nel cuore di ciascun lettore. Provare per credere.

 

Credo che sia stato quello il momento in cui la mia testa ha iniziato a pensare come staccata da me, per conto suo, per non farmi soffrire di più, per non farmi pensare, neanche per un attimo, quello che mai avrei potuto pensare. Se n’era andato, se n’era andato via davvero, stavolta per sempre, definitivamente, e io ero sola.

 

Dal libro “DOC una storia di ordinaria follia” di Ilaria De Tora

 

Eleonora Marsella ha anche fatto alcune domande a Ilaria De Tora, che si è dimostrata molto disponibile nel formulare le sue risposte. Siete curiosi di conoscere questa breve ma piacevole intervista? Allora non dovete fare altro che proseguire la lettura.

 

Il tuo libro tocca tematiche molto importanti. Come e quando hai deciso di realizzare quest’opera?

Questa è un’opera che è nata un po’ per caso circa quindici anni fa. Mi ero sposata da poco e non mi sentivo capita nè presa sul serio da mio marito. La mia ansia, ad un certo punto, era diventata talmente forte che non mi faceva dormire la notte. Così, in quei momenti bui, ho iniziato a scrivere, a mettere nero su bianco le mie paure e soprattutto le mie frustrazioni, per sfogarmi e dare spazio a quello che non poteva uscire in altro modo. Inizialmente, quindi, questo libro era una specie di diario, l’appuntamento quotidiano con la mia insonnia. Su quelle pagine, fino all’alba, finivano tutte le emozioni delle mie giornate.

Durante la sua realizzazione hai avuto qualche tipo di difficoltà nello sviluppo di tutta la storia o è stato tutto piuttosto semplice a tuo parere?

Poi, piano piano, ha preso vita l’idea di scriverne un libro. È stato in quel momento che ho avuto difficoltà: ho preso il “diario” e ho dovuto creare un contesto più ampio, che raccontasse come ci ero arrivata in quella situazione. Ho pensato, allora, di raccontare di me e della mia famiglia senza filtri. Trasformare quegli sfoghi in un racconto che potesse essere fruibile, soprattutto ai giovani, è stata la sfida più grande.

Questa tua opera è autopubblicata, è stato facile il processo di pubblicazione?

Avendo io, poca dimestichezza con la tecnologia, mi sono informata un po’ e ho scelto questo metodo, in cui, ho avuto anche un aiuto da addetti al mestiere. È stato un piccolo investimento, ma abbastanza semplice.

Immagina di essere in libreria, un ipotetico lettore è interessato al tuo libro e ti chiede di descriverglielo usando soltanto tre parole. Quali sceglieresti e perché?

Se avessi a disposizione solo tre parole per descrivere questo libro, direi che è autentico, profondo e commovente. Autentico, perché racconta una verità, la mia, dolorosa, ma senza filtri. Profondo, perché tratta di argomenti importanti, delicati, ma che riguardano tutti. Commovente, perché alla trama si intrecciano i miei sentimenti più puri riguardanti le relazioni che ho e che ho avuto con i miei familiari.

 

E anche stavolta siamo giunti alla fine di questa intervista e presentazione letteraria, ringraziamo Ilaria De Tora per la sua gentile disponibilità e non vediamo l’ora di conoscere il vostro parere riguardo a DOC una storia di ordinaria follia. Vi ricordiamo che il libro è disponibile e ordinabile in tutti gli store online ma se preferite potete anche richiederlo nella vostra libreria di fiducia. Se siete amanti delle letture digitali vi informiamo inoltre che lo trovate anche nella versione eBook.

Vi auguriamo come sempre buone letture e alla prossima!

(Nadia Boioni)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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