Lo Zibaldone - Recensioni

Cosa può fare il silenzio

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di Francesco Roat

In un tempo dominato dalla sovrabbondanza di parole, immagini e stimoli, Cosa può fare il silenzio ‒ di Gabriele Goria ‒ si presenta come un libro controcorrente. Il testo, infatti, non è soltanto un saggio sulla meditazione, né una semplice autobiografia spirituale. È piuttosto il racconto di una lunga ricerca interiore che attraversa esperienze, tradizioni e domande fondamentali, alla scoperta di quanto il silenzio può rivelare all’essere umano.

Fin dalle prime pagine emerge la peculiarità dello sguardo di Goria: quello di un “libero meditatore”, come egli stesso si definisce. L’autore non parla dall’interno di una scuola, di una confessione religiosa o di una dottrina specifica. La sua è una testimonianza maturata attraverso oltre quarant’anni di pratiche meditative, arti marziali ed altre attività espressive, vissuti con curiosità, rigore e spirito critico. Il libro ripercorre così un itinerario esistenziale che va dall’infanzia trascorsa tra influenze hindu e cattoliche ai ritiri vipassana, dall’incontro con lo zen fino ad esperienze estreme di meditazione prolungata.

Uno degli aspetti più riusciti dell’opera è proprio il suo carattere narrativo. Goria evita il linguaggio specialistico e le astrazioni teoriche, per affidarsi a una scrittura sobria, diretta, sincera e coinvolgente. Il lettore non si trova davanti a un manuale di tecniche contemplative, ma è come se fosse invitato ad accompagnare l’autore nel suo cammino esistenziale, condividendone dubbi, entusiasmi, crisi e scoperte. Questa dimensione autobiografica rende il testo accessibile anche a chi non possiede alcuna familiarità con la meditazione o con la spiritualità: sia orientale che occidentale.

Vero protagonista del libro, tuttavia, è il silenzio. Non il silenzio come semplice assenza di rumore, ma come spazio di ascolto e di trasformazione. Per Goria esso non coincide con una fuga dal mondo né con una mera ricerca intimistica. Al contrario, rappresenta una soglia attraverso la quale ogni individuo può incontrare più profondamente sé stesso e ‒ proprio grazie a questo ‒ aprirsi agli altri ed alla realtà. Si tratta, insomma, di un’esperienza che non isola, ma connette; che non impoverisce, ma arricchisce.

Particolarmente interessante è l’atteggiamento dell’autore nei confronti delle grandi questioni spirituali. Dio, anima, trascendenza e mistero non vengono presentati come verità già acquisite, bensì come interrogativi sempre aperti. In questo senso il libro si colloca lontano sia dal dogmatismo religioso sia dal razionalismo riduttivo. Goria invita il lettore a sostare nelle domande, a coltivare l’incertezza feconda, e a riconoscere come alcune delle dimensioni più importanti dell’esistenza sfuggano alle definizioni esaustive/definitive.

Questa apertura costituisce uno dei maggiori punti di forza del volume. Pur affrontando temi spirituali, l’autore non cerca mai di convincere o convertire. Il suo approccio è inclusivo e dialogico: ogni tradizione religiosa viene considerata come una possibile via di accesso all’autenticità, senza pretese di esclusività. Il risultato è una riflessione che può interessare credenti e non credenti, praticanti e semplici curiosi.

La prefazione di Vito Mancuso sottolinea come il libro trasmetta fiducia nella vita e nella possibilità di viverla con maggiore consapevolezza. In effetti, ciò che rimane al termine della lettura non è tanto un insieme di insegnamenti, quanto il pregio di una testimonianza personale intensa e profondamente meditata. Goria scrive con la credibilità di chi racconta ciò che ha realmente vissuto, senza nascondere le fatiche e pure le incognite da affrontare lungo ogni serio percorso di crescita interiore.

Cosa può fare il silenzio è dunque un’opera che invita a rallentare e a interrogarsi sul senso dell’esperienza umana. In una società che tende a riempire ogni vuoto, il libro ricorda che proprio nel silenzio possono emergere le domande più vere e le intuizioni più profonde. Non offre ricette né soluzioni immediate, ma propone un esercizio di attenzione e presenza che appare oggi più necessario che mai. Per questo motivo la lettura risulta preziosa non solo per chi è interessato alla meditazione, ma per chiunque avverta il bisogno di ritrovare uno spazio di ascolto autentico dentro e fuori di sé.

Gabriele Goria

Cosa può fare il silenzio. Confessione di un libero meditatore

 Gabrielli Editori,  2026

pp. 152, euro 17,00

 

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