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Argonautilus, il luogo della poesia
La letteratura si dimostra ancora una volta la massima espressione della libertà individuale e collettiva. E la mappa, simbolo di ricerca e tentativo di orientamento, non può che essere la miglior suggestione per una manifestazione che intende radicare l’interesse per la cultura letteraria nel territorio.
«”Vivere una vita non è attraversare un campo” scriveva Boris Pasternak in una poesia contenuta ne Il dottor Živago, e l’ho capito solo in reparto quando ho avuto un grave incidente per cui sono stato in prognosi riservata con gravi ustioni su tutto il corpo. Io non posso rinunciare alla Russia perché quel verso sono io». È stato Paolo Nori a inaugurare il festival estivo ArgoNautilus di Iglesias, all’Antica Tonnara Su Pranu di Portoscuso, in Sardegna, divagando intorno al suo ultimo romanzo, Vi avverto che vivo per l’ultima volta (Mondadori). Poi la voce di Eugenio Annichiarico nella grotta di San Giovanni, a Domusnovas, ha introdotto Falso ricordo (Rossini Editore), conteso tra la dimensione del sogno e la realtà. E, a seguire, quelle di Ciro Auriemma, Antonio Boggio ed Eleonora Carta che, sempre a Portoscuso, hanno presentato l’antologia fresca di stampa Giallo sardo 2. Un’altra estate (Piemme), raccontando radici e cambiamenti del fenomeno criminoso sull’isola.
«Abbiamo ritrovato l’entusiasmo e l’energia degli anni precedenti, ma con una marcia in più – afferma il direttore artistico Maurizio Cristella – la necessità di puntare più che mai sul territorio, sugli enti locali e sui partenariati con enti e realtà distanti, ma con intenti culturali convergenti».
Il 10 settembre, a Iglesias, il gran finale della kermesse si rivolgerà al romanzo d’inchiesta. Se Lucio Luca, alle 19, in piazza Picchi, rivelerà il contesto di avversità e lo stato di abbandono in cui versa il giornalismo italiano con il volume Quattro centesimi a riga. Morire di giornalismo (Zolfo Editore), alle 21, al Castello Salvaterra, in compagnia di Piergiorgio Pulixi e della sua nuova Stella di mare (Rizzoli) la platea affonderà nell’anima nera della giudiziaria più inverosimile.