Festival & fiere del libro
10 anni di inQuiete
30 appuntamenti e oltre 70 ospiti
Il Festival di scrittrici inQuiete celebra nel 2026 un traguardo importante: dieci anni di attività dedicati alla scrittura delle donne, alla ricerca letteraria e al confronto tra voci diverse della scena culturale contemporanea. inQuiete si svolgerà al Cinema Avorio e alla Libreria Tuba dal 25 al 27 settembre. Torneranno i Ritratti di Signora dedicati alle figure di grandi scrittrici, gli incontri sui grandi temi letterari e sociali, la poesia, gli esordi e inQuiete Kids, lo spazio che, ogni anno, inQuiete, festival di scrittrici dedica a bambin3 e ragazz3.
Nato nel 2016 nel quartiere Pigneto, il festival si è affermato negli anni come uno degli appuntamenti più originali del panorama letterario italiano, capace di mettere al centro autrici, pensatrici e artiste provenienti dall’Italia e dall’estero. Attraverso presentazioni, dialoghi, performance, laboratori e momenti di incontro con il pubblico, inQuiete ha costruito nel tempo uno spazio libero di confronto e di sperimentazione.
Come dichiarano le organizzatrici del festival, Barbara Leda Kenny, Francesca Mancini, Barbara Piccolo e Maddalena Vianello: “In questi dieci anni, inQuiete è diventato uno spazio di parola femminista, libero, di tutte-3 e per tutte-3, dove incontrarsi e generare nuove possibilità di sguardi e nuovi linguaggi. Abbiamo iniziato mettendo al centro del progetto la parola delle donne e dopo dieci anni quel centro è diventato ancora più grande”.
Abbiamo scelto per il decennale il tema “Rivolta”, è una parola che attraversa la letteratura come pratica di trasformazione culturale e simbolica. Volevamo mettere al centro del discorso una rivolta dei corpi e delle parole, dei linguaggi e delle forme narrative, che si oppone ai silenzi imposti, alle esclusioni strutturali e alle gerarchie culturali che storicamente hanno marginalizzato soggettività, esperienze e immaginari non conformi. In prospettiva femminista, la scrittura diventa spazio di conflitto e di possibilità, strumento critico e di elaborazione collettiva, capace di interrogare il presente e contribuire all’apertura di nuove possibilità di rappresentazione, partecipazione e cambiamento.
Tra le ospiti di questa edizione: Erica Aloè, Chiara Alessi, Vincenza Alfano, Barbara Antonelli, Marianna Aprile, Mirella Armiero, Lucie Azema, Caterina Battilocchio, Malek Bhari, Annalena Benini, Nico Isa Borrelli, Silvia Bre, Annalisa Camilli, Maria Grazia Calandrone, Francesca Caferri, Giulia Caminito, Elisa Casseri, Gaja Cenciarelli, Daniela Carucci, Barbara Cortinovis, Celeste Costantino, Annalisa Cuzzocrea, Silvia Dai Pra, Serena Dandini, Rossana Dedola, Sara De Simone, Claudia Durastanti, Sabrina Efionay, Valentina Farinaccio, Valentina Fornelli, Hélène Giannecchini, Shervin Haravi, Manuela Iannetti, Djarah Kan, Loredana Lipperini, Mariella Martucci, Giulia Marziali, Melania Mazzucco, Roberta Mazzanti, Maddalena Messeri, Camilla Miglio, Letizia Muratori, Silvia Neonato, Rahma Nur, Giusi Palomba, Alessandra Pigliaru, Valentina Pigmei, Misa Poltronieri, Anita Raja, Veronica Raimo, Gioia Salvatori, Fiona Sansone, Giusy Sardella, Igiaba Scego, Simonetta Solder, Costanza Spina, Paola Soriga, Carola Susani, Daniela Tumminello, Raffaela Ulgheri, Caterina Venturini, Valeria Verdolini, Giulia Zacchia.
Il festival si aprirà venerdì alle 18.30 con La rivolta di Roma Est di e con Veronica Raimo, un monologo che affronterà l’importanza di trovare nel tempo delle compagne, delle alleanze, un senso di rivolta che è data dalla solidarietà, da una ricerca di giustizia e libertà che può essere solo collettiva e quanto inQuiete e Tuba sono stati per lei spazi per non sentirsi da sola a dire: no.
Alle 19.00 seguirà una riflessione dal titolo La misura del patriarcato con Erica Aloè e Giulia Zacchia. La violenza economica degli uomini sulle donne è un fenomeno largamente diffuso ma difficile da misurare. Cosa dicono i dati a disposizione e perchè dobbiamo analizzarli con sguardo femminista, ne parliamo con le ricercatrici che hanno partecipato alla definizione dell’Indice di patriarcato. L’incontro è realizzato in collaborazione con BPER Banca.
Alle 20.00 si proseguirà con il Ritratto di Signora che Mirella Armiero dedicherà a Fabrizia Ramondino. Il ritratto di una scrittrice che non ha mai separato politica e letteratura, scrittura e impegno. Cosmopolita ma profondamente napoletana, Fabrizia Ramondino ha anticipato la forma contemporanea dell’autofiction, parlando di sé per comprendere il mondo e metterne in luce le insanabili disuguaglianze.
Alle 20.30, Claudia Durastanti, Giusi Palomba e Valeria Verdolini, moderate da Malek Bhari, dialogheranno intorno al tema de La classe culturale. Una riflessione sul rapporto tra classe sociale e produzione culturale, che mette in luce come l’industria culturale, attraverso le sue dinamiche economiche e sociali, tenda spesso a selezionare chi può prendere parola e contribuire alla costruzione dell’immaginario collettivo. Un incontro che interroga il potere della parola e i meccanismi di accesso alla cultura con uno sguardo femminista.
La serata proseguirà alle 21.30 con il primo appuntamento della serie Ritratto di signora, dedicato a Christa Wolf in occasione della ripubblicazione delle sue opere da parte di E/O, Anita Raja, traccerà un ritratto intellettuale e umano della scrittrice, tra le voci più autorevoli della letteratura europea del Novecento, ripercorrendo i temi che attraversano tutta la sua produzione: la memoria, il rapporto con il potere, la voce delle donne, la riscrittura del mito.
La prima giornata del Festival si concluderà alle 22.00 con Oui, madame di e con Gioia Salvatori, una ricognizione sulle cose d’amore in chiave comica a partire dal capolavoro di Flaubert, Madame Bovary. Un capolavoro in cui nessuno dei personaggi capisce niente di sé e del mondo per tutto il tempo, una storia di goffaggine e inciampi e tonfi che di solito chiamiamo, passione, romanticismo, desiderio e che Sartre quando parla di Flaubert, chiama betize e cioè idiozia. Ma l’ebetismo è un lusso per un personaggio letterario femminile e Emma Bovary diventa sotto questa prospettiva un’ eroina comica, svagata, un personaggio che si concede il privilegio di non esserci, inetta anzitempo, che fa a pezzi da dentro la gabbia in cui sta e ci mette uno specchio, mandando all’aria anche tutto il resto. Un esercizio letterario per sabotatrici dal cuore d’oro.
La giornata di sabato 26 settembre si aprirà alla libreria Tuba alle 13.00 con il primo dei due appuntamenti di A pranzo con gli esordi, un format curato da Valentina Farinaccio che commenta così le autrice scelte per questa edizione: “Il corpo, la politica, l’amore, le costellazioni familiari, la società e la memoria. Anche quest’anno abbiamo scelto sei voci nuove, sei primi romanzi capaci di attraversare il tempo che stiamo vivendo ma anche quello lontano che torna attuale, e urgente, grazie alla forza di chi lo trasforma. Ogni scrittrice ha a disposizione un solo esordio, ed è un momento benedetto: ancora una volta siamo felici di averne raccolti un po’, per consegnarveli e raccontarveli. Prendetevene cura.” Le esordienti di sabato saranno: Raffaela Ulgheri, autrice di Minerva (Effequ), Barbara Cortinovis, autrice di Il Barattolo dei pastelli (Bollati Boringhieri) e Valentina Fornelli, autrice di La costellazione del pesce (Solferino).
Nel pomeriggio, alle 15.30, l’incontro Cattive maestre riunirà Carola Susani, Federica Manzon e Annalena Benini, moderate da Alessandra Pigliaru che ci racconteranno le scrittrici, le intellettuali e le artiste che hanno orientato il loro immaginario, il loro modo di scrivere e di abitare il mondo. Ogni scrittrice arriva alla propria voce attraversando quelle di altre donne. Ci sono autrici che insegnano a guardare il mondo da un’altra prospettiva, figure che diventano compagne di viaggio, interlocutrici silenziose, talvolta persino ossessioni. Maestre che raramente appartengono a un canone ufficiale: lette controcorrente, riscoperte e amate In questo incontro raccontano le scrittrici, le intellettuali e le artiste che hanno orientato il loro immaginario, il loro modo di scrivere e di abitare il mondo. Un dialogo tra ricerca e immaginazione, tra visione e narrazione, in cui la scrittura entra nelle opere d’arte per restituirne le storie, le ossessioni, i silenzi e le vite di chi le ha create.
La serie Ritratto di signora proseguirà alle 16:30 con Joyce Maynard raccontata da Mariella Martucci, autrice del podcast letterario Sputiamo su Holden, racconterà i due momenti che hanno segnato un prima e un dopo nella vita dell’autrice statunitense Joyce Maynard: quello in cui, a diciotto anni, ricevette una lettera da J.D. Salinger, e quello in cui, a poco più di quaranta, decise di raccontare al mondo le conseguenze di quella lettera.
Alle 17.00 tornerà l’appuntamento con La poesia è viva. Amicizie stellari, con Silvia Bre ed Elisa Casseri, introdotte da Sara De Simone. Quest’anno lo spazio di poesia di InQuiete si occupa di quelle amicizie inspiegabili e profonde che nascono tra autrici del presente e autrici del passato. Silvia Bre, Elisa Casseri, Camilla Miglio e Caterina Venturini raccontano con un monologo intimo le loro amiche “stellari”: da Louise Labé a Wisława Szymborska, da Ingeborg Bachmann ad Amelia Rosselli.
Alle 17.30 Teresa De Lauretis sarà al centro dell’incontro con Nico Isa Borrelli. Teresa de Lauretis è la studiosa che ha coniato il termine “queer theory” durante uno storico convegno del 1990 alla UC Santa Cruz, convegno che era dentro una più ampia stagione di mobilitazione queer. Introducendo questo quadro radicale, ha infranto i rigidi confini tradizionali legati al genere e alla sessualità. I suoi scritti fondamentali hanno sfidato le norme eterosessuali radicate, analizzando come il linguaggio, il cinema e la cultura costituiscano attivamente le nostre identità. Con il suo lavoro ha contribuito a dare parola teorica al movimento, diventando un punto di riferimento per le soggettività LGBTQ+ dentro e fuori l’accademia.
Alle 18.00 Melania Mazzucco sarà protagonista dell’incontro L’arte, la vita, la scrittura con Maddalena Messeri. Dai grandi romanzi dedicati a Tintoretto e a Plautilla Bricci fino a Self-Portrait, la sua scrittura nasce dall’incontro con le opere, le biografie di artiste e artisti e le immagini che il tempo ci consegna.
Alle 19.00 si parlerà del libro Non siamo stati bravi. Lettere 1958-1972 (Feltrinelli) che raccoglie la corrispondenza privata tra i due maggiori intellettuali di lingua tedesca del secolo scorso, Ingeborg Bachmann e Max Frisch. Tra i due ci fu una grande storia d’amore ma anche uno scontro tra due visioni del mondo, tra desiderio di libertà, ambizione artistica e ferite mai rimarginate. Partendo dall’epistolario – finora inedito – che raccoglie 298 lettere, Simonetta Solder racconterà una relazione che continua a interrogare il nostro presente, riflettendo sul confine tra amore, potere e creazione letteraria.
Seguirà alle 19.30 l’incontro Viaggiatrici, con Lucie Azema, Manuela Iannetti e Valentina Pigmei moderate da Igiaba Scego. Forse l’atto più rivoluzionario per una donna è fare un lungo viaggio ostinato. A dirlo era la femminista statunitense Gloria Steinem. Per secoli, per le donne, viaggiare da sole è stato quasi impensabile. Oggi il viaggio delle donne è diventato un fenomeno diffuso e persino un mercato, ma resta uno spazio di libertà, trasformazione e riscrittura di sé. Ma in un tempo segnato da crisi climatiche, iperturismo, guerre e confini che si restringono, cosa significa ancora partire? E quali nuovi altrove possiamo immaginare?
Alle 20.30 Predatori. Che la maledizione vi accompagni un monologo di Celeste Costantino nato dal suo libro Predatori. Sesso e violenza nelle mafie, che racchiude in un’unica storia dodici casi documentati di stupri di gruppo, ripetuti per anni, commessi dai giovani figli dei clan. Le minacce, la schiavitù delle ragazzine, le denunce, l’omertà di un paese e la necessità di un movimento femminista antimafia.
Alle 21.00 La protesta delle donne, con Annalisa Camilli, Shervin Haravi, Francesca Caferri e Eleonora Zocca modera Barbara Antonelli. Dall’Iran alla Palestina, ai movimenti di protesta che hanno attraversato e ancora attraversano il mondo, le rivolte raccontano il nostro presente e interrogano il futuro. Ma cosa significa osservarle da vicino, attraversarle, raccontarle? E cosa cambia quando al centro dello sguardo ci sono le vite, i corpi e le esperienze delle donne? A partire dal loro lavoro e dagli ultimi libri, Annalisa Camilli, Francesca Caferri, Manuela Iannetti e Shervin Haravi intrecciano giornalismo, testimonianza e diritto per riflettere sulle trasformazioni politiche e sociali del nostro tempo. Un dialogo sulle rivoluzioni che nascono nelle piazze, nelle case, sulle parole necessarie per raccontare guerre, repressioni e desiderio di libertà.
La giornata si chiuderà con C’è Figa Il podcast live di Alessandra Flamini con Frad, Valentina Medda, Alessandra Flamini, Ilaria Giambini e Paola Giglio (un progetto di Fandango podcast). C’è Figa prende proverbi e luoghi comuni della tradizione e li mette davanti al microfono per farli sentire finalmente vecchi. Ridiamo degli stereotipi e liberiamo la lingua.
Domenica alle 13.00 tornerà, alla libreria Tuba, A pranzo con gli esordi, con Giusy Sardella, autrice di Amore malfatto (Fazi), Giulia Marziali, autrice di Eppure noi due (Einaudi), e Caterina Battilocchio, autrice di La guardiana (Garzanti).
Il programma del pomeriggio si aprirà alle 15.00 con La cassetta degli attrezzi femminista, incontro con Chiara Alessi e Giulia Siviero. Un racconto in forma di reading dei movimenti femministi attraverso alcuni degli oggetti che hanno prodotto in varie epoche e a diverse latitudini, oggetti che sono attrezzi per l’autocura e l’autodifesa, per la lotta e per la protesta, e che hanno incrociato tecniche, saperi, sperimentazioni, hackeraggi del quotidiano in chiave politica per la sopravvivenza, la libertà e la liberazione di ciascuna.
Alle 16.00 si celebreranno gli 80 anni di voto delle donne con un incontro dal titolo Cittadine: libertà, voto e Costituzione insieme a Marianna Aprile, Rossana Dedola e Serena Dandini, modera Annalisa Cuzzocrea. Nel 1946, per la prima volta nella storia d’Italia, le donne votarono e furono elette all’Assemblea Costituente trasformando radicalmente la democrazia italiana. Ottant’anni dopo, Marianna Aprile, Serena Dandini e Rossana Dedola ripercorrono le storie delle donne che presero parte alla Resistenza e alla Costituente perché guardare a quella stagione significa chiedersi quanto di quel progetto di emancipazione, uguaglianza e giustizia resti ancora da realizzare. E perché la democrazia non è una conquista definitiva, ma un esercizio quotidiano da praticare nel presente.
Alle 17.00, Giulia Caminito e Roberta Mazzanti dialogheranno su Il ritorno di Astrea, a quarant’anni dal suo esordio torna a nuova vita una delle più visionarie e pionieristiche collane editoriali italiane del Novecento, il rilancio prende forma attraverso la ripubblicazione – il prossimo autunno – di opere che hanno segnato in modo indelebile la storia della collana, nata nel marzo del 1986 su iniziativa di Roberta Mazzanti.
Alle 17.30 si svolgerà la tradizionale premiazione di LetteraFutura, con la presidente di giuria Loredana Lipperini e Barbara Piccolo. LetteraFutura, giunta ormai alla sua sesta edizione, è la fellowship dedicata alle scrittrici esordienti realizzata da inQuiete in collaborazione con BPER Banca e Solferino. Il percorso, pensato per sostenere e promuovere nuove autrici, prevede ogni anno la pubblicazione di un esordio per i tipi di Solferino.
Alle 18.00 Amori queer contro il fascismo un monologo di e con Costanza Spina.
A seguire alle 18.15, Hélène Giannecchini presenterà Un desiderio smisurato di amicizia, un commovente album di famiglia queer fatto dei volti e delle storie di chi non ha mai smesso di immaginare forme diverse di vivere insieme. Hélène Giannecchini è una scrittrice e curatrice di mostre, insegna Storia e Teoria dell’arte contemporanea all’Università di Lille.
Alle 19.15 tornerà La poesia è viva. Amicizie stellari, questa volta con Camilla Miglio e Caterina Venturini, introdotte da Sara De Simone, dopo Silvia Bre ed Elisa Casseri saranno loro a raccontarci le amicizie inspiegabili e profonde che nascono tra autrici del presente e autrici del passato.
L’evento di chiusura del Festival, alle 19.45, dal titolo Rivolta: dieci anni di inQuiete festival sarà dedicato al percorso e all’eredità culturale della manifestazione con Vincenza Alfano, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito, Annalisa Camilli, Elisa Casseri, Gaja Cenciarelli, Silvia Dai Pra, Sabrina Efionay, Djarah Kan, Loredana Lipperini, Letizia Muratori, Silvia Neonato, Rahma Nur, Alessandra Pigliaru, Paola Soriga, Caterina Venturini. Rivolta è una parola che parla di corpi che non si arrendono, di immaginari da reinventare, di diritti da difendere, di libertà da conquistare ogni giorno. Una parola che attraversa il femminismo da sempre. Sul palco di inQuiete le scrittrici, le giornaliste, le studiose, le artiste, le attiviste e le pensatrici che hanno fatto parte della storia del festival. Un grande incontro collettivo per celebrare ciò che è stato inQuiete e, soprattutto, ciò che continuerà a essere. Sarà una grande festa, ma anche un atto politico.
Torna anche inQuiete Kids, lo spazio che, ogni anno, inQuiete, festival di scrittrici dedica a bambin3 e ragazz3. Il programma è curato da Barbara Piccolo e Fiona Sansone. Incontri, letture e laboratori che nascono dalla convinzione che la letteratura sia uno spazio fondamentale per immaginare il mondo, mettere in discussione stereotipi e pregiudizi e offrire strumenti per leggere la complessità del presente. Per questo inQuiete Kids propone libri e attività che raccontano il mondo attraverso prospettive plurali, capaci di valorizzare le differenze, interrogare la storia, promuovere il pensiero critico e l’educazione alla cittadinanza.
Venerdì 25 settembre alle ore 17, presso la Biblioteca Mameli, si parlerà di Rospi. Una storia per bambini briganti (Sinnos), incontro con Daniela Carucci e Fiona Sansone, rivolto a lettrici e lettori dai dieci anni.
Sabato 26 settembre la Biblioteca Mameli cura e ospita le letture ad alta voce per i più piccoli realizzate da Daniela Tumminello (0-6 anni), seguite dall’incontro Atlante delle frontiere. Perché non siamo tutti liberi di viaggiare? (Nuova Frontiera), con Annalisa Camilli e Fiona Sansone, dedicato ai temi delle migrazioni, dei confini e della libertà di movimento, a partire dagli otto anni.
Nel pomeriggio, allo Spazio Fivizzano, spazio alla creatività con il laboratorio Costruiamo insieme un leporello, a cura di Misa Poltronieri, ispirato all’albo No che non scendo (Hopi Edizioni), seguito dal laboratorio dedicato a Medea (Bao Publishing), con Rita Petruccioli.
La programmazione si conclude domenica 27 settembre, sempre allo Spazio Fivizzano, con La conoscenza è luce e la volontà è forte, lettura laboratoriale della storia scritta e disegnata da Layan e Nermin a cura di ROMA-GAZA Educazione Resistente. Layan e Nermin sono due bambine che vivono nella tendopoli di Al-Zuweida al sud di Gaza, frequentano la tenda didattica Adam Model School e insieme alle loro insegnanti hanno scritto e disegnato la distruzione e la rinascita del sistema scolastico nella Striscia di Gaza. Una storia scritta e disegnata con amore, fatta di futturo e di speranza.
Gli allestimenti del festival sono a cura di Veronica e Floriana Urgese.
Gli incontri al Cinema Avorio sono accompagnati dalle immagini di fotografe e artiste. Per festeggiare i 10 anni di inQuiete saranno in proiezione le artiste che italiane che hanno sostenuto il progetto in questi anni: Ludovica Anzaldi, Flaminia Celata, Chiara Ernandes, Paola Favoino, Flavia Fasano, Martha Micali, Ivana Noto, maila iacovelli, Lina Pallotta, Sara Palmieri, Aminta Pierri, Eleonora Scoti Pecora.
Le immagini sulla facciata della libreria Tuba sono opere di Lina Pallotta, dal lavoro Porpora.
La curatela dei progetti è di Eleonora Scoti Pecora per inQuiete Fotografica.
Per il decimo anno inQuiete si avvale della collaborazione con la fotografa Chiara Pasqualini.
Negli ultimi dieci anni inQuiete ha ospitato centinaia di autrici, diventando un luogo riconosciuto di scambio tra letteratura, femminismi e pratiche culturali indipendenti. Il festival è cresciuto grazie alla partecipazione di lettrici e lettori, alla collaborazione con la Libreria Tuba, editori e realtà culturali del territorio.
Il decennale di inQuiete vuole essere una festa della scrittura e della comunità che negli anni si è formata attorno al festival, ma anche un invito a continuare a immaginare nuovi spazi per la letteratura e per le voci che ancora faticano a trovare rappresentazione.
inQuiete festival è un progetto dell’associazione MIA e della libreria Tuba.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Il festival è realizzato grazie alla collaborazione di BPER Banca, Associazione Megera, Fondazione Giacomo Brodolini, Fondazione Una nessuna centomila, Pharma Value.
Il festival si svolge intorno all’isola pedonale del Pigneto, facilmente raggiungibile dalla Stazione Termini con l’autobus 105 o con la linea espressa 50, dal centro di Roma con l’autobus 51, con la Metro C fermata Pigneto o con la ciclabile di via Prenestina.
I luoghi del festival: Biblioteca Goffredo Mameli via del Pigneto 22, Libreria Tuba via del Pigneto 39A, Cinema Avorio, via Macerata 32, Spazio Fivizzano, Via Fivizzano 27.