Connect with us

Saggi

Nel segno dell’aquila imperiale: il Dante politico

Published

on

di Lucia Onorati

Il recentissimo libro di Massimo Desideri che segnalo ai lettori di “Leggere:tutti” è intenso, chiaro e antiaccademico (pur essendo condotto su un dettato serrratamente dimostrativo). Egli affronta la questione dei “due Soli”, papato e impero, indipendenti nel loro campo d’azione perché voluti entrambi direttamente da Dio (si leggano il “Monarchia” e il VI canto del Paradiso). Noi sappiamo quanta lotta ci sia stata fra i due poteri per la supremazia dell’uno sull’altro, e la Chiesa “vinse in campo la sua civil briga”, quando il reggitore delle sorti terrene dovette cedere al papa nella storica “disfatta morale” di Canossa. Da allora, la Chiesa sempre più ha affermato il suo diritto datole da Dio di incoronare gli imperatori. Ebbene, in anni roventi su questo versante, l’Alighieri si ribella alla pretesa che il campo d’azione del diritto umano debba essere del tutto subordinato al trascendente.

Il terzo libro del Monarchia è il più politicamente scandaloso e intollerabile per la Chiesa (scrive il prof. Desideri), la quale arrivò a condannare al rogo il testo e a inserirlo nell’indice dei libri proibiti ben fino al 1881. Ma il prof. Desideri sottolinea con vigore – com’è nel suo stile di studioso – tre punti, naturalmente desumendoli da Dante: l’Impero è più antico della Chiesa; la Chiesa non può concedere l’autorità imperiale poiché questa gli è già stata data direttamente da Dio; la natura della Chiesa, che è di Cristo, il quale ha rifiutato ogni potere, è in contrasto col potere (che non ha) di assegnare all’impero.

Per motivi di spazio, tralascio la questione del lungo e deluso sogno di Arrigo VII da parte di Dante, il quale non guarda solo all’Italia, bensì alla monarchia universale da cui scaturirà la pace sovranazionale, facendo cessare le guerre intestine in ogni città. Indico, invece, i brani sottilmente ironici nei quali l’autore commenta la “rivalutazione” tardiva, da parte dei Papi del Novecento, del Dante cattolicissimo (ma sua santità Francesco, “saggiamente” – commenta Desideri -, si unì, nel 750° della nascita del Poeta, al coro di “quanti considerano Dante un artista di altissimo valore universale”). Tuttavia, sarebbe da approfondire – nella lettura – il valore nuovo di Beatrice (Desideri è d’accordo col filologo Federico Sanguineti), la quale assume un modo ideologico-politico nel pensiero dantesco che la rende sua guida e insegnante, di contro al dettato di san Paolo: “mulieri docere non permitto” (“alle donne non consento di insegnare”). Ultima considerazione, mia personale. Ho letto tanti libri usciti quest’anno su Dante, ma ho dedotto che i più originali e profondi sono i meno conosciuti.

 

MASSIMO DESIDERI

“Nel segno dell’aquila imperiale: il Dante politico”

Youcanprint, Lecce 2021- pp. 72 – E. 10,00

Continue Reading
Click to comment

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Copyright © 2020 Leggere:tutti