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Le Mostre da non perdere

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Le mostre da non perdere nei primi sei mesi dell’anno. Sul numero di giugno di Leggere:tutti un’altra selezione delle mostre che vi suggeriamo di visitare.

di SILVIA SCAPINELLI

Il nuovo anno è incominciato e tra i buoni propositi non può mancare quello di dedicare un po’ del proprio tempo libero in giro per l’Italia visitando alcune mostre. Leggere tutti ne ha selezionate alcune assolutamente da non perdere.

Tra le esposizioni partite nel 2017 ma ancora in corso fino a primavera non può mancare:

“Van Gogh. Tra il grano e cielo”. Vicenza. Fino all’8 aprile 2018 alla Basilica Palladiana.

La mostra è curata da Marco Goldin che dal 1984 ha seguito oltre 400 esposizioni, di cui ha prodotto anche i cataloghi, spesso in collaborazione con prestigiosi studiosi italiani e stranieri. Goldin, fondatore della Società Linea d’Ombra, società che si occupa di organizzazione di esposizioni nazionali e internazionali, ha attirato nelle mostre da lui curate ben 10 milioni di visitatori tanta è la grande qualità dei prestiti artistici ottenuti da Musei, Fondazioni e collezioni private provenienti da tutto il mondo. La mostra di Vicenza dedicata a Van Gogh vede l’esposizione più ricca mai allestita in Italia di capolavori del pittore provenienti da tutto il mondo. Il percorso espositivo traccia tutta la narrazione artistica di Van Gogh in collegamento alle fasi della sua vita.

Il catalogo della Mostra a cura di Marco Goldin ed edito da Linea d’Ombra, merita un’attenzione particolare in quanto oltre a presentare e descrivere in maniera dettagliata le schede plastiche e le motivazioni delle scelte artistiche del pittore, espone una prospettiva più intimistica dell’artista, quella vista con i suoi occhi e con il suo cuore. Attraverso le sue opere lo spettatore vede con gli occhi di Van Gogh e rivive le sensazioni e le metamorfosi di stile fino alla fine della sua esistenza.

La mostra può essere anche un’ottima occasione per riscoprire un piccolo gioiello di Italia quale è Vicenza, le sue numerose ville Palladiane e le sue prelibatezze gastronomiche come i formaggi dell’altopiano di Asiago, risotti al tartufo nero e il baccalà alla vicentina.

“Frida Kahlo. Oltre il mito”. Milano. Dal 1 febbraio 2018 al 3 giugno 2018 al MUDEC- Museo delle culture

In questi anni Frida Kahlo ha fatto molto parlare di se in Italia, e numerose sono state le mostre dedicate alla sua vita e alla sua arte. Ma cosa può spingerci a visitare un’altra mostra su Frida (v. articolo in questo numero), oltre naturalmente al suo inimitabile stile? Il curatore della mostra Diego Sileo ritiene che “è proprio il gran numero di eventi espositivi dedicati a Frida Kahlo che ha portato ad ideare questo nuovo progetto”, e lui stesso ha effettuato in prima persona lunghe indagini in Messico analizzando a fondo le intersezioni tra l’arte di Frida, la sua caratteristica forza vitale e capacità di affrontare l’esistenza con il suo eccezionale coraggio nonostante le atroci sofferenze. Obiettivo del curatore è permettere allo spettatore di entrare in una dimensione più profonda del lavoro dell’artista, penetrare nella sua poetica personale oltre che nella sua nota biografia e a tal fine suddividerà l’allestimento in quattro sezioni distinte: la Donna, la Terra, la Politica e il Dolore. Da qui il titolo “Oltre il mito” per immergersi maggiormente nella verità dello stile pittorico di Frida piuttosto che esclusivamente nella sua biografia personale. Si tratta di una mostra attesissima, molto ricca di materiale mai pervenuto in Italia. Verranno esposte fonti e documenti inediti ritrovati presso l’Archivio, ex dimora dell’artista, di Casa Azul e dal Museo Olmedo ed altri archivi di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman collection. Sembra quindi che Frida Kahlo ci possa regalar ancora numerose sorprese e nuove emozioni.

La mostra è Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che sarà anche il produttore del catalogo.

“L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio”. Forlì. Dal 10 febbraio 2018 al 17 giugno 2018 al Museo di San Domenico che per la prima volta si allarga ad un nuovo percorso espositivo nella chiesa di San Giacomo Apostolo recentemente restaurata.

Una mostra ricca e sontuosa che vede come curatore l’ex direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, offerta dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì,Musei San Domenico e Comune di Forlì con un comitato scientifico di grande prestigio.

Tra la morte di Michelangelo (1564) e la nascita di Caravaggio (1571) trascorrono solo pochi anni eppure mentre il primo conclude il Rinascimento, il secondo apre l’età moderna. Questa mostra propone un percorso che, attraverso artisti “eterni” e superbi, ripercorre un secolo di cambiamenti politici, sociali e religiosi. In mostra vedremo Michelangelo e Caravaggio ma anche Raffaello, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Pontormo, Sebastiano del Piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, Parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, i Carracci, Pellegrino Tibaldi, Federico Zuccari, Cavalier d’Arpino, Giuseppe Valeriano, Scipione Pulzone, Federico Barocci, Veronese, Tiziano, Rubens e Guido Reni. Capolavori rinascimentali e manieristi. Un vero tuffo nella bellezza.

Il catalogo della mostra sarà edito da Silvana Editoriale.

La mostra può essere occasione per visitare la città di Forlì, recentemente valorizzata come “Forlì città del 900” dal progetto europeo Atrium che ha come scopo quello di indagare e gestire il patrimonio architettonico, archivistico ed immateriale dei regimi del Novecento. Inoltre la Romagna è sempre terra eccellente anche per l’aspetto enogastronomico. Le colline limitrofe offrono la possibilità di svolgere numerose visite guidate a cantine di Sangiovese e fruire della grande ospitalità del territorio.

“The pink Floyd Exhibition. Their mortal remains”. Roma. Dal 19 Gennaio 2018 al 1 Luglio 2018 al Macro La mostra viene proposta nella capitale dopo il debutto a Londra con la presenza di 400mila visitatori al Victoria and Albert Museum. Si tratta di un percorso audiovisivo cronologico che percorre la carriera dei più famosi gruppi rock degli anni passati che si conclude nella Performance Zone, dove il visitatore potrà immergersi nei concerti rock più noti.

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