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Fumetti

Ernesto Anderle + Murubutu: Rapconti illustrati!

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di Gordiano Lupi

Conosco il pittore trentino Ernesto Anderle da Vincent Van Love, progetto nato su web e approdato su carta, ma anche dai freschi acquerelli di Roby il Pettirosso che illustrano la canzone d’autore italiana da De Gregori a Dalla, passando per De André. Non poteva mancare un lavoro insieme al rapper Murubutu, cantante che è solito accompagnare con i suoi live paintings durante i concerti. Il volume è intriso delle idee musicali di Murubutu (alias Alessio Mariani, il letteraturap): “Io sono un paesaggista del rap, dipingo degli scenari in cui ambiento delle trame. I temi dei miei album – notte, vento e mare – in realtà fanno soprattutto da sfondo al vero unico dominatore dei miei testi: la sofferenza umana”. Le storie sono sceneggiate partendo da canzoni molto letterarie: Grecale, I marinai tornano tardi, Mara e il maestrale, La notte di San Lorenzo, La collina dei pioppi, Anna e Marzio, Le invasioni barbariche, Franz e Milena, La vita dopo la notte, La notte di San Bartolomeo, La stella e il marinaio, Ancora buonanotte, L’uomo senza sonno, Le notti bianche, Nyx, Wordsworth. Concetti e sentimenti profondi stanno alla base dei racconti, veri e propri frammenti di esistenze, amori finiti male, assenze e abbandoni mai definitivi: “Il mio intento è dipingere ed erigere con parole mondi così credibili da essere abitabili. Solo così chi mi ascolta può immedesimarsi nelle storie di vita, capire i sentimenti degli altri e soprattutto i propri”. La canzone dei pioppi è un apologo antimilitarista, una storia di guerra partigiana ma anche il racconto di un amore che travalica i confini della vita (Sai, da adesso alla fine, su qualunque confine io sarò qui con te). Anna e Marzio è una versione modernizzata della popolare canzone di Lucio Dalla, ancora una storia d’amore, un segmento poetica scritto con l’intenzione di essere comprensibile senza rinunciare alla complessità. Notevole per intensità drammatica la breve storia di una donna innamorata di un uomo che un giorno ha preso il largo verso il mare aperto e non ha più fatto ritorno, ma lei lo attende ancora, perché i marinai tornano tardi. Mara e il maestrale è la vetta poetica più alta del libro, tra ricordi che galleggiano nell’acqua chiara, voli di aironi riflessi negli occhi, un marito che non torna dai campi e lascia una moglie sola a sfogliare ricordi, sotto il vento inclemente di maestrale. Murubutu è convinto che esista un genius loci, che il mondo abbia un’anima e che – soprattutto nei piccoli paesi – le persone continuino a esistere nei luoghi anche dopo la morte. Le storie non hanno un lieto fine, ma vorrebbero dimostrare l’esistenza dell’amore eterno, come ne La notte di San Lorenzo dove il protagonista muore e resta bambino, al suo paese sulla Sila, mentre la ragazza che amava chissà dove sarà finita, quale lavoro starà facendo, quali strade accoglieranno il suo cammino. Il leitmotiv è sempre quello: una storia d’amore autentica/ una storia così bella che si dice siano ancora là (La vita dopo la notte), se una presenza è stata forte, se un amore è stato grande, non significa niente la morte, tutto resta come prima. Forte nei testi l’influenza – mai taciuta – di Caparezza, ma anche dei più classici Dalla e De André; lo stile del disegno è maturo e consapevole, acquerelli coloratissimi, comprensibili ma complessi, in perfetta sintonia con la poesia delle parole. Letteratura per immagini, senza mezzi termini.

Eresto Anderle

Murubutu

Racconti illustrati

becco Giallo, 2020

pp.128, Euro 18,00

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