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Fumetti

Edizioni NPE compie 19 anni

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In occasione del diciannovesimo anniversario dalla nascita della casa editrice, l’editore Nicola Pesce ha rilasciato un’appassionata dichiarazione sul percorso di nascita e crescita del suo marchio:  

«Oggi [19 aprile 2021] Edizioni NPE compie gli anni insieme al sottoscritto. Era il lontano 2002 quando la fondai. Avevo 16 anni. Andavo girando per le fiere con uno zainetto in spalla e dentro i prototipi di una rivista che volevo fare, “Underground Press”, e non capivo veramente niente di niente. A 16 anni il mondo mi appariva semplice: vedevo un grande artista immortale e pensavo: “Lui disegna e io voglio fare una rivista, uniamoci!”. E disturbavo tutti con la medesima faccia tosta che ho conservato nel corso dei lustri. Edizioni NPE compie 19 anni, io ne compio qualcuno in più. Ne è passata di acqua sotto i ponti, e nell’acqua c’era questo Pesce, con i suoi sogni, le sue speranze. Solo nel 2004, stampai nottetempo la rivista per la prima volta, anche allora era in aprile. Dopo averla impaginata, scritta, in parte disegnata, la stampai anche. La stampante si inceppava continuamente perché la carta della copertina era troppo spessa e io sparpagliavo i fogli per terra per poi metterli in ordine. È stato un incubo. Un incubo che non si può spiegare. Non capire niente di un settore (in casa mia nessuno aveva mai letto un libro a parte me) e volerne far parte a tutti i costi. Quanti bagni di sangue! Quante volte ho messo da parte qualche soldino e poi li ho persi tutti!  Poi il mondo non è fatto di gente che ti dice “io ne capisco un pochino, questo lo so, questo non lo so”. Al mondo sono tutti geni e tutti dicevano “io so tutto, ho la soluzione, ti faccio vedere!”. E io credevo nella gente. Un giorno mi stancai completamente e mi dissi: “da adesso decido tutto io, non seguirò più i consigli di nessuno”. Quel giorno nacque Edizioni NPE come la conoscete oggi. Con Toppi, Battaglia, Micheluzzi, Milazzo, Tisselli e così via. Mi ricordo tuttora però di quel ragazzino con lo zainetto che andava girando in fiera (vi ricordate quando la fiera di Lucca era fuori le mura?) e che veniva preso in giro da tutti: 16 anni e vuoi fare l’editore! Solo una persona, una sola mi prese sul serio. Era vecchio, stanco, aveva un bastone accanto alla sedia e un auricolare grosso come solo venti anni fa sapevano immaginarli. Maestro, gli dissi, maestro io la pubblicherò! Lui mi sorrise e mi disse che certo, un giorno lo avrei pubblicato. Anni dopo andai a trovare la sua vedova, ormai ero un uomo adulto, e parlammo di tante cose, vidi la sua scrivania. Era aprile anche quella volta. Al commiato, sull’uscio, vidi che nel portaombrelli lei aveva ancora quel bastone. Nelle scale cominciai a piangere. ll bastone di Sergio Toppi.»

 

E a proposito di Sergio Toppi, proprio in questi giorni è in uscita «Chapungo», il nono volume della collana di Edizioni NPE dedicata al Maestro, racconta di un’umanità sconfitta dal tempo, dalla Storia, dalla propria presunzione. Scorci di esistenza e volti segnati su cui i sorrisi non spiegano mai le proprie ali. Una straordinaria collezione di attimi sullo sfondo di un Messico in cui il dio azteco del sole ha voltato le spalle ai propri seguaci.

www.edizioninpe.it

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