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Lo Zibaldone

Arnalda: una mamma, una donna, una nonna, una maestra

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di Alessandra Sofisti

Per i filosofi antichi –Platone e gli Accademici- l’amicizia è possibile solo tra persone buone. Non occorre avere le stesse qualità o qualità opposte e complementari. Vera amicizia significa volere il bene dell’altro. Si forma se brilla una luce di virtù. Per Cicerone l’amicizia è come una strada, un metodo, un percorso in cui si fanno scelte comuni di approvazione o dissenso.

L’amica Arnalda Mori, recentemente scomparsa dopo breve malattia, aveva questa luce che brillava e brilla ancora.

La ricordano due sue grandi amiche: una bibliotecaria e una dirigente scolastica.

“Sei stata la mia stella polare, che, fina dai primi anni di carriera alla fine degli anni ’80 nel settore delle biblioteche e degli archivi, mi ha fatto riflettere sempre sulla corretta direzione da prendere. Da te ho appreso l’importanza di proporre attività in biblioteca con un approccio gioioso, allegro, piacevole, sia per i bambini che per gli adolescenti. Lettura di testi e immagini, scrittura e disegno sono stati gli assi cartesiani su cui posizionare il lavoro di promozione della biblioteca. Così, sono nati i meravigliosi progetti per la Scuola primaria di Canossa e per le scuole dell’infanzia e primaria di Traversetolo nel 2001. Il tuo Progetto Mail-Art, disegnare come Renato Brozzi, nel 2009 ha avuto un enorme successo grazie alla pronta risposta di artisti che hanno spedito non solo buste disegnate ma quadri e sculture da tutta Italia. La tua presentazione in Corte Agresti a Traversetolo del simpatico libricino “Scrittura giocata”, che hai scritto con Enrica Fontani e con le illustrazioni di Michela Grasselli, è stata una bellissima occasione per interrogarsi sul senso della didattica. Il libricino fu poi proposto qualche anno dopo come laboratorio a tema presso la Mediateca di Oraison, cittadina francese gemellata con Traversetolo.

Il tuo ultimo lavoro, “Antologia daMare: racconti e poesie in riva la mare”, libro nato per promuovere l’attività  balneare di marina di Massa, ha coinvolto amiche e amici, veri scrittori e poeti in erba. Questo è l’ultimo ricordo felice e spensierato che ho con te: la presentazione toscana circondata dalla famiglia e dagli amici in un sabato di agosto sulle rive del mare.”

“Eri una delle tante maestre che ho conosciuto nella mia vita. Ma eri una maestra speciale, l’ho capito subito.

Il tuo amore per la scuola e per i bambini, a cominciare dai più deboli, è sempre stato il tuo tratto distintivo: innamorata  del tuo lavoro e profondamente competente. Capace di sollecitare le energie profonde dei tuoi alunni, di incuriosirli di accompagnarli nel loro percorso di crescita con  generosità, determinazione, gioia.

E’ stato facile per me valorizzare la tua professionalità che ben presto è andata al di là della scuola elementare per accompagnarmi poi nella formazione dei docenti e degli studenti universitari.

Sarebbe però limitante ricordare di te le tue capacità di insegnamento perché tu eri di più, molto di più di un’ottima maestra.

Eri l’amica speciale, quella sempre pronta a darmi una mano e a sostenermi nei momenti di difficoltà o a condividere quelli di esaltazione.

Quante cose abbiamo fatto insieme, progetti educativi, progetti editoriali, o…semplicemente di vita.  Eri la mia sorellona, come tu stessa amavi definirti.

Ma, soprattutto, sei stata la nonna straordinaria che inventava giochi e storie per Matteo, che gli svelava il mondo attraverso la magia delle fiabe; le tue fiabe che hanno il potere di consegnare la realtà con gradualità attraverso il filtro del sostegno, della sicurezza affettiva, della fantasia.

Ecco, voglio fermarmi su questa parola: fantasia. Eri un vulcano (io ti chiamavo così: vulcano) di creatività, di idee sempre originali e costruttive.

Una donna forte, coraggiosa, generosa, empatica, intelligente, profondamente umana. Una donna che ha insegnato alle persone che aveva vicino l’amore, la dignità, l’altruismo, la responsabilità, l’onestà intellettuale.

Il mio ricordo è il ricordo affettuoso delle tante scuole che ti hanno avuta come formatrice, dei colleghi e degli ex studenti universitari coi quali hai collaborato. E in particolare degli ex alunni, dei loro genitori, delle colleghe che hanno lavorato con te nella scuola elementare di Ciano.”

 

 

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